Il Piano Casa della Sardegna è stato impugnato per dubbi di legittimità costituzionale: per essere un po’ più precisi, senza entrare troppo nei dettagli, l’impugnazione riguarda la L.R 1/2021.
La Legge Regionale 1/2021, come tutti sappiamo, ha prorogato i termini di vigenza del Piano Casa Sardegna fino al dicembre 2023; la legge ha anche introdotto una serie di novità e di possibilità, rispetto alla precedente, che hanno portato all’atto di impugnazione.
Quali sono gli articoli impugnati?
Indice
- 0.1 Quali sono gli articoli impugnati?
- 0.2 Quali sono gli argomenti cardine a supporto dell’impugnazione?
- 1 Possibili scenari
- 1.1 1 – Sospensiva
- 1.2 2 – Nessuna sospensiva, si va avanti
- 1.3 Se dopo la presentazione di un progetto, e la sua realizzazione, la Corte dovesse esprimersi a sfavore della norma, giudicandola tutta incostituzionale o, quantomeno, per le parti che interessano quel singolo progetto, che cosa può succedere alle opere realizzate?
- 1.4 Le opere realizzate diventano quindi abusive?
- 1.5 Come possiamo comportarci?
Praticamente tutti.
L’aspetto più interessante, al di là dei singoli articoli impugnati, sono gli argomenti a ricorrenti che vengono richiamati a supporto dei dubbi di legittimità costituzionale.
Quali sono gli argomenti cardine a supporto dell’impugnazione?
Le motivazioni sono diverse, e specifiche per i singoli articoli.
Tuttavia, gli argomenti cardine si possono condensare in macro-argomenti:
- deroga al Codice dei Beni Culturali e al Piano Paesaggistico Regionale
- deroga (diffusa) allo Statuto Speciale della Regione Sardegna
- deroga al Testo Unico dell’Edilizia
Possibili scenari
I possibili scenari nell’immediato futuro possono essere molteplici:
1 – Sospensiva
Nell’attesa, la L.R. 1/2021 che è attualmente vigente e di integrale applicazione, viene sospesa fino all’espressione della Corte.
In questo caso, fino a nuova data, non si potranno applicare le nuove possibilità introdotte dalla L.R. 1/2021
2 – Nessuna sospensiva, si va avanti
Qualora la norma non venisse sospsesa, il Piano Casa continua ad operare.
La legge rimane vigente e le sue disposizioni di devono poter applicare (che piaccia o no).
Questa seconda ipotesi ci porta ad altre due possibilità:
Se dopo la presentazione di un progetto, e la sua realizzazione, la Corte dovesse esprimersi a sfavore della norma, giudicandola tutta incostituzionale o, quantomeno, per le parti che interessano quel singolo progetto, che cosa può succedere alle opere realizzate?
Nulla.
Così com’è stato per la precedente impugnazione.
Se vi ricordate, fino al luglio 2016 tutti i “vecchi” piani casa venivano regolarmente autorizzati dagli uffici preposti alla Tutela del Paesaggio, ivi compresa la Soprintendenza.
Dopo l’espressione della Corte Costituzionale con la Sentenza 189/2016 (che peraltro aveva “cassato” solo una parolina (“paesaggistici”) relativa agli ampliamenti delle strutture ricettive in deroga al PPR), gli stessi uffici hanno smesso di autorizzare gli ampliamenti volumetrici in deroga al PPR, proprio in virtù della citata sentenza.
Questo ha generato i classici casi limite che tutti conosciamo: un progetto è andato avanti perchè licenziato prima della sentenza, e il progetto confinante ha ottenuto il diniego perchè i pareri sono arrivati successivamente alla sentenza.
Le opere realizzate diventano quindi abusive?
No.
Fino ad una sospensiva o fino all’espressione della Corte, la legge attualmente vigente può legittimare gli interventi in essa contenuti.
E no … secondo me non si possono sospendere i procedimenti “in autotutela”; il regime di autotuela è ben circoscritto dalla norma di settore e permette all’Ente di applicarla solo in determinati casi specifici, dove il potenziale dubbio di legittimità costituzionale di una norma non è contemplato.
Quindi, fino a quando dall’alto non ci diranno che il Piano Casa Sardegna impugnato è incostituzionale, i procedimenti dovranno andare avanti.
Come possiamo comportarci?
Questo regime di incertezza non aiuta né i cittadini nel poter effettuare la scelta se investire i propri risparmi sull’immobile; né noi tecnici liberi professionisti che non possiamo dare risposte certe ai nostri committenti; né i tecnici della PA sono messi nelle condizioni di poter approvare o non approvare un progetto in serenità.
Il mio consiglio è quello di studiare bene la norma, e di saper valutare come procedere con cautela: esistono degli aspetti normativi più o meno sensibili, la cui valutazione sulla possibilità di procedere deve essere effettuata con le dovute precauzioni.
Che non si traduce in un secco “non si può fare nulla“, né si traduce nel suo opposto “possiamo fare tutto“.
