Sassari: Raccolta firme per il Piano Casa

Pratiche sempre irricevibili, a detta dell’ufficio tecnico del comune. Ma i tecnici e i cittadini non ci stanno.

Il Piano Casa viene sempre respinto.

E’ quanto denunciano tecnici addetti ai lavori, riunitisi in una sorta di comitato con i cittadini: in una lettera diretta al primo cittadino di Sassari scrivono

Chiediamo un suo intervento a riguardo l’incresciosa situazione venutasi a creare tra gli utenti sassaresi e il personale dell’Ufficio Tecnico a riguardo l’applicazione del Piano Casa …

A parere dei professionisti del settore (geometri, ingegneri, architetti) potrebbero essere assolutamente accolte ed eventualmente integrate con eventuale documentazione mancante o incompleta …

Le stesse pratiche una volta ripresentate vengono esaminate da tecnici diversi rispetto alla prima istanza, ed ulteriormente respinte con pareri negativi diametralmente diversi rispetto alla prima interlocuzione …

Si evidenzia inoltre che, in alcuni casi, i tecnici istruttori degli uffici comunali hanno effettuato sopralluoghi nei terreni oggetto di intervento, in maniera unilaterale ed arbitraria, senza alcun preavviso nè al tecnico relatore della pratica edilizia nè al committente, contravvenendo al normale e buon rapporto tra amministrazione e cittadino e violando nei casi specifici la proprietà privata.

In altri casi, i medesimi tecnici comunali istruttori, fanno preciso riferimento ad una circolare interna redatta dal Dirigente del Settore, sconosciuta all’utenza, e ritenuta stranamente “sovraordinata” rispetto alla normativa regionale in questione “

E quello di Sassari non è l’unico ufficio tecnico che, a tre anni dalla legge, ancora “storce il naso” davanti ad una pratica Piano Casa. Attraverso questo sito abbiamo ricevuto tante segnalazioni di utenti e tecnici che lamentano il cieco ostruzionismo apposto.

Non vogliamo entrare nel merito della questione (anche perchè potremmo stare a parlare per ore nell’evidenziare e ricercare le motivazioni di questa paradossale tensione che si è andata a creare, e che vede contrapposti gli uffici tecnici comunali da una parte, e dall’altra i cittadini rappresentati dai propri ingegneri, geometri e architetti di fiducia), ma è un dato di fatto che, a più di tre anni dall’entrata in vigore della legge, ancora non si riesca a capire la reale possibilità di applicazione del piano casa, e che lo stesso possa essere applicato, a parità di condizioni iniziali, diversamente in base al comune in cui ricade l’immobile. Una cosa assurda, per una legge di carattere “regionale”.

Una legge più chiara in diversi punti avrebbe giovato a tutti per una sua corretta applicazione.

Un piccolo appunto: ricordiamo ai tecnici (sia pubblici che privati) che ciò che fa fede è unicamente il testo di legge così come pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna. Tutte le altre direttive, interpretazioni o circolari, sono strumenti finalizzati ad una più chiara e semplice applicazione della legge (soprattutto da parte degli addetti ai lavori, che troppo spesso confondono “piano casa” con “tutto si può fare”), ma in nessun caso possono introdurre nuovi concetti, o andare in contrasto con la legge stessa.

Ing. Enrico Craboledda

Altri Articoli