Ampliamento Piano Casa e Volumetria Residua

ampliamento piano casa volumetria residua

Ampliamento Piano Casa e Volumetria Residua

L’ampliamento volumetrico consentito dal Piano Casa Sardegna si può sommare alla volumetria residua del lotto.

Una delle domande frequenti che ricevo è

D: E’ possibile sommare la volumetria prevista dal Piano Casa Sardegna con la volumetria residua del mio lotto?

R: Sì, è possibile.

La risposta è tanto diretta quanto esaustiva.

Tuttavia, vale la pena approfondire l’argomento.

Questa possibilità di sommatoria tra la volumetria residua del lotto e l’ampliamento volumetrico previsto dal piano casa sardegna si trova all’interno del comma 13 dell’articolo 36 “Disposizioni Comuni”, il quale recita

13. L’incremento volumetrico previsto dagli articoli 30, 31 e 32, salvi i limiti di cui all’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989 e all’articolo 6 della legge regionale n. 8 del 2004, può cumularsi con le ordinarie potenzialità volumetriche residue del lotto previste dagli strumenti urbanistici comunali. Ferma restando la possibilità di realizzare le volumetrie in tempi diversi e il rispetto delle disposizioni previste nei relativi strumenti urbanistici per i volumi ordinari, la soluzione architettonica inserita nella proposta progettuale deve interessare l’intera volumetria assentibile.

Proviamo ad analizzarlo

  1. l’incremento degli articoli 30 (ampliamento residenze del 20% e 30%), 31 (ampliamento strutture turistiche), 32 (sottotetti)
  2. può cumularsi con la volumetria residua prevista dallo strumento urbanistico
  3. salvo i limiti del 10.bis della L.R. 45/89 ( Tutela delle zone di
    rilevante interesse paesistico-ambientale)  e art. 6 della L.R. 8/2004 (PPR – art. 6 – Zone F turistiche)

Questa prima parte è abbastanza chiara. La seconda parte, inserisce una direttiva importante da tenere in considerazione.

  1. Si possono realizzare le due volumetrie (piano casa e residua) anche in tempi differenti (tradotto: seppur esiste della volumetria residua in un lotto, oggi è possibile anche solo effettuare l’ampliamento del piano casa, e mantenere la volumetria residua inalterata e a futura disposizione)
  2. La proposta di progetto deve interessare (anche se si sceglie di non usare tutta o parte della volumetria residua) tutta la volumetria a disposizione: sia la percentuale di ampliamento volumetrico che la volumetria residua, anche se quest’ultima non deve essere immediatamente utilizzata.

Disquisendo con un collega, la domanda è nata spontanea

Quindi se ho un lotto con 1000 mc residui, e io voglio ampliare solo 120 mc, devo fare un progetto per 1120 mc?

A mio avviso sì; precisando però come debba essere affrontato l’argomento.

Spiego meglio: la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) che si presenterà avrà ad oggetto il solo ampliamento volumetrico, ma tra gli elaborati grafici (tavole) si dovrebbe inserire una proposta (secondo me anche solo come planivolumetrico) che dimostri come il futuro utilizzo della volumetria residua si integri bene con la volumetria esistente e con l’ampliamento volumetrico in realizzazione.

Voi che ne pensate?

 

Ing. Enrico Craboledda

 

fonte immagine : larchitetto.it

 

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Ampliamento in Zona Agricola: si Applica il Bonus del 5%?

piano casa ampliamento zona agricola

Ampliamento in Zona Agricola: si Applica il Bonus del 5%?

Una delle domande ricorrenti riguarda la possibilità di utilizzare il bonus volumetrico “extra” del 5% anche per le zone Agricole e non solo per le zone B e C.

Una delle domande ricorrenti che ricevo via email o all’interno dei commenti del sito o telefonicamente, si può riassumere in

Il bonus volumetrico del 5%, previsto dall’articolo 30 comma 4, è applicabile anche al Piano Casa per le zone Agricole?

Questo dubbio frequente nasce dal comma 7 dell’articolo 30 del Piano Casa (L.R. 8/2015)  che disciplina gli ampliamenti per i volumi in zona agricola

7. Nella zona urbanistica E, oltre la fascia di 1.000 metri dalla linea di battigia marina, ridotti a 300 metri nelle isole minori, è consentito l’incremento volumetrico di cui al comma 3 dei fabbricati aventi destinazione abitativa o produttiva.

Ci rimanda al comma 3. Se leggiamo il comma 3

3. Nelle zone urbanistiche B e C l’incremento volumetrico può essere realizzato, per ciascuna unità immobiliare, nella misura massima:

a) ( … riassumo in “20% se PUC non adeguato al PPR per i comuni costieri” ); (modifica effettuata con la L.R. 11/2017)

b) ( … riassumo in “30%      se PUC adeguato o per i comuni non costieri” ). (modifica effettuata con la L.R. 11/2017)

E allora dove nasce il dubbio?

Il dubbio nasce dal successivo comma 4 che riconosce un 5% di volume aggiuntivo per i progetti di Piano Casa che tengano conto di un maggior risparmio energetico rispetto alle previsioni di legge, che riducano la formazione di isole di calore, o che prevedano il riuso di acque meteoriche.

4. Nei casi previsti dal comma 3 è concesso un ulteriore incremento volumetrico del 5 per cento del volume urbanistico esistente, con conseguente proporzionale aumento della soglia volumetrica massima, nelle seguenti ipotesi alternative:

a) ( … riassumo in “efficentamento energetico” );

b) ( … riassumo in “isole di calore” );

c) ( … riassumo in “riuso acque” ).

Il comma 4, quindi, ci rimanda al comma 3.

Che casino 🙂

Provo a fare un po’ di ordine, soprattutto per i non addetti ai lavori

COMMA 3 Ampliamento per zone B e C 20% e 30%
COMMA 4 + 5% (in caso di risp. energ o riuso acqua o isole di calore) + 5%
COMMA 7 Ampliamento per le zone E Vedi comma 3 (quindi 20 e 30%

 

Allora, anche per le zone Agricole dovrebbe essere consentito il bonus del 5% ?!?

In realtà no.

Per dare questa risposta, dobbiamo leggere attentamente le parole del comma 7 (quello delle zone agricole!)

“… è consentito l’incremento volumetrico di cui al comma 3 …

Quindi è l’incremento di volume che va riferito al comma 3 (quindi 20% e 30%) e non la zona urbanistica E assimilata alle previsioni per le altre zone (B e C)

E per concludere, il comma 4 rimanda “ai casi previsti dal comma 3” e non alle percentuali volumetriche previste dal comma 3.

Questo è confermato anche dal documento di Sintesi dei Contenuti del Piano Casa Sardegna, emesso dalla Regione Sardegna, nel quale, alla pagina 5, nella scheda per le zone E Agricole non viene riportato il bonus del 5%

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 06

 

Anche voi date questa lettura?

Ditemi la vostra. Se siete a conoscenza di applicazioni diverse, tenetemi aggiornato.

Ing. Enrico Craboledda

PS: l’immagine in testata è di un agriturismo in zona Olbia.

PPS: con l’entrata in vigore della L.R. 11/2017, che ha modificato alcune parti della L.R. 8/2015, l’incremento volumetrico consentito in zona agricola è del 30% del volume esistente, per gli immobili residenziali o produttivi, che distano più di 1000 m dalla linea di battigia (ridotto a 300 per le isole minori), in un lotto di almeno 1 ettaro, anche se non si è imprenditori agricoli. 

L’Acustica nel Piano Casa: l’Importanza dei Dettagli

acustica edilizia importanza dettagli

L’Acustica nel Piano Casa: l’Importanza dei Dettagli

La cura dei dettagli acustici nel piano casa può essere quel valore aggiunto che ci permette di realizzare un ottimo lavoro.

Come sapete, mi occupo da anni di acustica, con particolare attenzione all’acustica nell’edilizia e ai requisiti acustici passivi degli edifici.

Troppo spesso, purtroppo, vengo chiamato “a cose fatte”:

“Buongiorno Ingegnere, il comune ci chiede un collaudo acustico, lei se ne può occupare?”

All’interno di questa domanda c’è almeno un errore di approccio alla materia: “il comune ci chiede il collaudo acustico“.

Da qui deduco che:

  • con molta probabilità il progetto e la costruzione sono stati realizzati senza tenere conto degli aspetti acustici
  • con altrettanta probabilità, il collaudo acustico non darà esito positivo
  • il comportamento acustico della costruzione è visto come un’imposizione burocratica comunale, e non come un valore aggiunto per il comfort abitativo

Se la stessa conversazione avvenisse prima di realizzare l’opera, con qualche piccolo accorgimento e senza nessun onere economico aggiuntivo nel costruire, si riuscirebbero ad ottenere i risultati acustici desiderati.

L'Acustica nel Piano Casa: l'Importanza dei Dettagli 1E’ importante rispettare i requisiti acustici passivi degli edifici non tanto perchè è una imposizione normativa, quanto perchè il rumore negli ambienti è la principale e più importante causa di stress e di malessere abitativo.

Ed è anche l’unico difetto al quale non possiamo porre rimedio, se non con consistenti e onerosi lavori edili.

Se all’interno della nostra casa abbiamo freddo, o caldo, possiamo accendere il riscaldamento o l’impianto di condizionamento. Il peggio che può accadere è una bolletta più salata.

Se in casa sentiamo il vicino anche quando respira, che possiamo fare?

Nulla.

Ecco perché è troppo importante effettuare un progetto acustico prima di realizzare l’opera. E spesso basta veramente poco, solo una particolare cura nei dettagli.

E non si tratta della classica frase che sento spesso “si, abbiamo messo il tappetino acustico“.

Non serve a nulla il “tappetino” se non è stato posato correttamente, con le bande perimetrali, senza creazione di ponti acustici, senza interruzione di impianti, ecc…

Come spiego in questo articolo nel quale riporto alcuni esempi di dettagli in acustica, infatti, in materia di prestazioni acustiche degli edifici, l’attenzione per i dettagli può essere l’elemento discriminante tra un ottimo lavoro e un lavoro pessimo.

God is in the details.

Non dimenticatelo.

Ing. Enrico Craboledda

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Approvata Proroga Piano Casa Sardegna 2017

Approvata Proroga Piano Casa Sardegna 2017

Approvata la Proroga del Piano Casa Sardegna al 31/12/2017

Con l’approvazione della Proposta di Legge 377/A, il Consiglio Regionale ha prorogato la scadenza del Piano Casa Sardegna (L.R. 8/2015) al 31 dicembre 2017

Sul sito della Consiglio Regionale si legge

Il Consiglio regionale ha approvato (51 presenti, 50 sì) la proposta di legge che prevede la proroga dei termini del piano casa. […]

La proposta di legge approvata è composta da soli due articoli, che così recitano

Art. 1 – Modifiche alla legge regionale n. 8 del 2015 (Proroga di termini)

1. Alla legge regionale 23 aprile 2015, n. 8 (Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio), sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dell’articolo 37 le parole “e comunque non oltre il 31 dicembre 2016”, sono sostituite dalle seguenti: “e comunque non oltre il 31 dicembre 2017“;
b) al comma 1 dell’articolo 43 le parole “31 dicembre 2016” sono sostituite dalle parole “31 dicembre 2018”.

Art. 2  – Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).

Semplice, diretto e conciso.

Questo significa che le istanze per gli interventi di ampliamento volumetrico (articoli 30 e successivi del Piano Casa Sardegna) possono essere presentate anche per tutto il 2017.

Vuoi valutare la possibilità di ampliare la tua abitazione? Contattami!

Ing. Enrico Craboledda

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Deroga nel Piano Casa Sardegna

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Deroga nel Piano Casa Sardegna

Il Piano Casa Sardegna ammette la deroga alle distanze, agli indici e alle superifici, ma solo per il volume. Le altre opere devono rispettare le norme vigenti.

Non nascondiamoci dietro un dito, e prendiamoci un momento per fare un po’ di sana autocritica.

Uno degli errori che noi liberi professionisti commettiamo più spesso è semplificare in modo eccessivo la possibilità di deroga ammessa dal Piano Casa Sardegna, e assimilarla a tutto ciò che più ci conviene.

Per spiegarla con un’equazione, potremo dire che le deroghe vengono così troppo spesso interpretate:

Piano Casa = Deroga = Posso Fare Tutto Quello Che Voglio.

E’ palese dire che l’attuale piano casa 2015-2016 (2017 ?) non dice questo. E nemmeno il “vecchio piano casa” 2009-2014 lo ha mai fatto.

Eppure, troppo spesso si è pensato che tutto potesse essere ammesso in deroga.

Lasciamo perdere la vecchia norma, e concentriamoci sulla L.R. 8/2015.

Gli articoli che disciplinano la possibilità di effettuare gli ampliamenti volumetrici sono quelli del Capo I del Titolo II, e precisamente dall’articolo 30 all’articolo 37.

L’articolo 36 “Disposizioni Comuni”, al comma 4 ci indica quali parametri possono essere derogati, e in quali condizioni. Ecco l’estratto del testo

4. L’incremento volumetrico:

a) è consentito mediante il superamento degli indici volumetrici previsti dalle vigenti disposizioni comunali e regionali;

b) può comportare il superamento dei limiti di altezza dei fabbricati e di superficie coperta previsti nelle vigenti disposizioni urbanistico-edilizie comunali e regionali;

c) può comportare il superamento dei limiti di distanza da fabbricati, da pareti finestrate e dai confini previsti nelle vigenti disposizioni urbanistico-edilizie comunali e regionali, fino ai limiti previsti dal Codice civile, solamente nei casi in cui l’incremento volumetrico sia realizzato internamente al perimetro determinato dalla sagoma più esterna dell’edificio, computata tenendo conto di balconi e aggetti di qualsiasi tipo.

La prima cosa che si nota, è che si parla di incremento volumetrico.

Questo significa che per il volume in ampliamento ( e solo per esso ) sono ammesse alcune determinate deroghe;  tutto il resto deve rispettare le vigenti leggi in materia edilizia e urbanistica.

Le lettere a) e b) successive sono molto chiare:

a) l’incremento volumetrico può superare gli indici di zona

b) l’incremento volumetrico può superare i limiti di altezza dei fabbricati e di superficie coperta

Anche la lettera c) è abbastanza chiara, tuttavia merita una lettura più approfondita

c) l’incremento volumetrico può derogare alle distanze tra fabbricati, confini e pareti finestrate SOLO se realizzato all’interno della sagoma massima perimetrale.

Che tradotto dal tecnicheseburocratico all’italiano, significa “se non crei volumi sporgenti dall’edificio esistente, puoi derogare alle distanze. Fino ai limiti del codice civile.

La deroga alle distanze, pertanto, è ammessa (per il solo volume!) unicamente nel caso in cui già per l’edificio esistente (valutati tutti gli aggetti e le massime sporgenze) queste distanze risultino inferiori ai limiti di legge.

E quando si realizzano opere connesse all’ampliamento volumetrico?

L’esempio tipico è rappresentato da verande, balconi e altri elementi che non rientrano nella definizione di “volume in ampliamento”, ma sono opere che si inseriscono all’interno del progetto, per rendere il tutto più armonico e funzionale.

Questi elementi non sono “incremento volumetrico” e pertanto non sono ammessi alla deroga. E devono rispettare le regole derivanti dalle norme comunali, regionali e nazionali.

Che ne pensate? E’ corretta la mia lettura della norma?

Fatemi sapere che ne pensate nei commenti

Ing. Enrico Craboledda

Scadenza Piano Casa 2016 : Il Countdown è Iniziato

via roma cagliari

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Scadenza Piano Casa 2016 : Il Countdown è Iniziato

Il 31 dicembre 2016 scade il termine per la presentazione delle istanze per l’ampliamento volumetrico, recupero dei sottotetti, e il recupero con soppalchi.

Il conto alla rovescia è iniziato.

Ad oggi, 13 ottobre 2016, mancano circa due mesi e mezzo (solari) al termine per la presentazione delle istanze del Piano Casa Sardegna.

Se però non consideriamo sabati, domeniche e feste natalizie, ecco che veri giorni a disposizioni per poter presentare le istanze “scendono” radicalmente.

Quali sono gli interventi che si possono presentare entro fine dicembre 2016?

scadenza piano casa 2016 regione sardegnaNon tutti gli interventi previsti dalla L.R. 8/2015 hanno un data di scadenza.

Gli interventi da presentarsi entro fine dicembre sono quelli previsti dal Titolo II – Capo I; si tratta degli articoli dal 30 al 37 e disciplinano, nel dettaglio:

  • interventi di ampliamento volumetrico per le unità immobiliari nelle zone A, B, C, D ed E
  • interventi di ampliamento volumetrico delle strutture turistico ricettive
  • interventi di recupero ai fini abitativi dei sottotetti
  • interventi di recupero ai fini abitativi degli spazi di grande altezza (soppalchi)

Quanto è possibile Ampliare?

Le percentuali di ampliamento differiscono in base a diverse condizioni: la zona urbanistica dell’immobile, la presenza di volumetrie sanate, l’adeguamento del PUC al PPR per i comuni ricadenti nella fascia costiera, ecc…

Per semplificare, diciamo che si può ampliare

  • dal 20% fino ad un massimo di 90 mc
  • fino al 35% fino ad un massimo di 140 mc

Come si può usufruire di questi ampliamenti?

Si presenta una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA).

Alla SCIA vanno allegati tutti gli elaborati progettuali di un normale progetto edilizio: tavole grafiche, relazioni (tecniche, acustiche, termiche, geologiche, ecc…), documenti vari (proprietario, impresa, ecc…), oneri e ogni altro documento necessario affinchè dopo 45 giorni dalla presentazione, il cantiere possa avere inizio.

I 45 giorni sono il termine entro cui il comune può esprimersi, rilasciando un parere; in assenza di questo rilascio, il parere si intende positivo.

 

Ing. Enrico Craboledda[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_cta h2=”Hai Bisogno di un Tecnico per il Tuo Piano Casa?” h4=”Contattami!” txt_align=”center”]

Non aspettare l’ultimo momento.

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Piccoli Grandi Passi per il Progetto UrbisMap: 70 PUC Online

Piccoli Grandi Passi per il Progetto UrbisMap: 70 PUC Online 2

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Piccoli Grandi Passi per UrbisMap: 70 PUC Online

Inserito il Piano Urbanistico Comunale di quasi 70 Comuni della Sardegna. Sovrapposti a circa 10 Livelli tra Regionali, Nazionali e Comunitari.

Eh sì. Sono quasi 70 i Piani Urbanistici Comunali della Sardegna pubblicati all’interno di UrbisMap.

Non ce ne vogliano le piccole realtà, ma nell’inserire i Piani abbiamo cercato di dare priorità ai territori più popolosi, i quali rappresentano quelli che possono interessare ad un numero maggiore di persone.

Tra i Piani pubblicati abbiamo, infatti, il PUC di Cagliari, il nuovo PUC di Sassari adeguato al PPR, il PUC di Nuoro, il PUC di  Olbia (e quasi tutti i piani della sua provincia), Quartu, Villacidro, Sanluri, il nuovo PUC di Assemini, adeguato al PPR, il PUC di Selargius, e tanti altri, che, sovrapposti alla normativa regionale del PPR, del PAI, delle Aree Incendiate, del PSFF e alla normativa sovraordinate delle zone Ramsar, aree SIC, zone ZPS, zone IBA, ecc… permettono a noi tecnici di settore di avere una panoramica molto amplia, seppur non completa, del quadro normativo urbanistico della Sardegna.

puc-sassari
Piano Urbanistico Comunale Sassari

In termini numerici, si tratta di circa il 20% sul totale dei comuni presenti in Sardegna; ma se consideriamo in termini di popolazione o di territorio, siamo andati ben oltre.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_cta h2=”Che Aspetti? Iscriviti per utilizzre UrbisMap, Gratis!” h4=”Consultare la normativa e scaricare un Report di Destinazione Urbanistica non è mai stato così semplice” txt_align=”center” color=”black” add_button=”bottom” btn_title=”Iscriviti Gratis su UrbisMap” btn_color=”primary” btn_align=”center” btn_i_icon_fontawesome=”fa fa-map” btn_css_animation=”bottom-to-top” css_animation=”bottom-to-top” btn_link=”url:http%3A%2F%2Fwww.urbismap.it|title:UrbisMap%20Piani%20Urbanistici%20Online|target:%20_blank|” btn_add_icon=”true”][/vc_cta][/vc_column][/vc_row]

Demolizione Ricostruzione nei 300 metri: Approvate le Linee Guida

linee guida demolizione 300 m

Demolizione Ricostruzione nei 300 metri: Approvate le Linee Guida

Con la Deliberazione n. 18-15 del 05.04.2016, sono state approvate le linee guida la determinazione del minore impatto paesaggistico degli interventi di demolizione e ricostruzione .

L’articolo 39 della Legge Regionale 8/2015 detta le regole per il “Rinnovo del patrimonio edilizio con interventi di demolizione e ricostruzione

Il comma 15 dello stesso articolo dice che è consentito demolire e ricostruire gli immobili all’interno della fascia dei 300 metri dal mare e che ricadono nelle zone E, F, G e H, a condizione che il nuovo fabbricato determini un minore impatto paesaggistico.

Prosegue dicendo:

secondo le indicazioni impartite dall’Amministrazione regionale con apposite linee guida da adottarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Visto che i 120 giorni (centoventi!) sono diventati circa 360 (trecentosessanta!), e nel testo c’è scritto “da adottarsi entro…“, il primo dilemma è

O questa delibera non ha validità perché è avvenuta oltre e non entro, oppure quanto scritto nella legge si può rispettare, ma anche no; e non se non si rispetta, non succede nulla.

This is Italy.

zona g riduzione impatto visivoPolemica a parte ( 🙂 ), anche perché il rispetto del testo di legge è obbligatorio per i privati, e facoltativo per altri (scusate, oggi sono molto polemico 😀 ),  è interessante leggere alcuni passi dell’allegato alla Delibera 18-15 del 05/04/2016.

Tre livelli di Analisi

Il progetto di riedificazione, al fine di realizzare interventi compatibili capaci di integrarsi valorizzando il contesto paesaggistico di riferimento, dovrà quindi rapportarsi con i tre livelli di analisi e valutazione di seguito elencati:

  1. Architettonico;
  2. Di prossimità;
  3. Globale.

Per ogni livello (architettonico, di prossimità e globale) vengono riportate, in forma tabellare, le indicazioni per una progettazione volta alla riduzione dell’impatto paesaggistico dei fabbricati.

Questi sono dei principi da seguire, e per fortuna, mantengono salda la libertà e autonomia del progettista nell’individuazione delle scelte.

zona f completamentoIndicazioni per le Varie Zone Urbanistiche

I principi da seguire indicati per i livelli di analisi, vengono accompagnati e dettagliati dalle indicazioni specifiche per ogni zona urbanistica: alcuni schemi grafici aiutano nella comprensione del testo.

Prossimamente, vedremo i dettagli della delibera.

Per ora la trovate qua  Allegato alla Delibera della Giunta Regionale n. 18-15 del 5.4.2016

 

Ing. Enrico Craboledda

 

Linee Guida Interventi di Demolizione e Ricostruzione nei 300 m

linee-guida-demolizione-ricostruzione-300-m

Allegato alla Delib.G.R. n. 18/15 del 5.4.2016

Linee guida la determinazione del minore impatto paesaggistico degli interventi di demolizione e ricostruzione di cui all’articolo 39 comma 15 della legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015.

PREMESSA

Con il presente documento si intendono fornire Linee guida per l’attuazione dell’art. 39, comma 15, della legge regionale n. 8, approvata il 23 aprile 2015 dal Consiglio regionale della Sardegna e pubblicata sul BURAS n. 19 del 30 aprile 2015.

 

QUADRO NORMATIVO GENERALE

La legge regionale 23 aprile 2015 n. 8, recante “Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio”, all’art. 39, disciplina gli interventi volti a promuovere il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, mediante opere che comportano l’integrale demolizione e la successiva ricostruzione di edifici che
necessitano di essere adeguati a nuovi stardard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici, di sicurezza strutturale e di superamento delle barriere architettoniche.

In particolare, l’ultimo comma del citato articolo ammette la demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti, ricadenti nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina e ubicati nelle zone urbanistiche E (Agricole), F (Turistiche) ed H (Salvaguardia), nonché nella zona urbanistica G (Servizi generali) non contermini all’abitato.

La disposizione prevede che l’assentibilità di tali interventi sia subordinata alla condizione che il nuovo fabbricato, la cui ricostruzione deve avvenire nel rispetto della volumetria legittimamente esistente, senza incrementi volumetrici, determini un minore impatto paesaggistico rispetto alla preesistente edificazione, secondo le indicazioni contenute in apposite Linee guida.

Il presente documento, fatte salve le puntuali valutazioni di competenza degli enti preposti alla tutela dei beni paesaggistici, si propone di definire una linea comune capace di garantire un adeguato inserimento nel paesaggio e una corretta articolazione architettonica e una interpretazione estetica, morfologica e materica degli interventi di ricostruzione delle volumetrie a seguito di demolizione.

 

PRINCIPI E FINALITÀ

La demolizione e riedificazione dei volumi entro la fascia dei 300 metri è un’operazione di riconversione architettonica e paesaggistica, che porta alla costituzione di un nuovo edificio architettonico di maggiore qualità rispetto al precedente. Risulta, pertanto, fondamentale coniugare aspetti tecnici e funzionali relativi all’architettura dei nuovi volumi, con una maggiore attenzione a costituire un dialogo verso il contesto locale col quale inevitabilmente la nuova costruzione si relaziona.

In tale prospettiva è stato individuato un percorso metodologico con indirizzi progettuali, articolati su tre livelli di analisi, che offrono, rispetto ad alcune questioni chiave, possibili soluzioni tese al perseguimento di un positivo incremento qualitativo che le nuove riedificazioni devono generare.

Il progetto di riedificazione, al fine di realizzare interventi compatibili capaci di integrarsi valorizzando il contesto paesaggistico di riferimento, dovrà quindi rapportarsi con i tre livelli di analisi e valutazione di seguito elencati:

  1. Architettonico;
  2. Di prossimità;
  3. Globale.

 

LINEE GUIDA PER LA RIEDIFICAZIONE DEI VOLUMI

Fermo il rispetto della libertà e autonomia del progettista nell’individuazione delle scelte compositive, che dovranno essere – all’interno della relazione paesaggistica – esaurientemente illustrate e rappresentate attraverso idonea documentazione grafica che consenta la chiara comprensione delle indicazioni formali, architettoniche e costruttive, la riedificazione delle volumetrie dovrà rispettare gli indirizzi di seguito riportati o motivarne lo scostamento.

Livello Architettonico
Oggetto Finalità Indirizzi
Scelta dei materiali Traspirabilità, riciclabilità Utilizzare materiali ecologici e relativi alla bioedilizia. Utilizzare materiali durevoli, resistenti all’azione degli agenti atmosferici e di facile manutenzione
Recinzioni e confini Continuità visiva Evitare la realizzazione di recinzioni che possano rappresentare un elemento di discontinuità con il contesto per forme e materiali adoperati
Strutture portanti Reversibilità delle strutture Prediligere le realizzazione di strutture che per materiali, modalità di assemblaggio o sistemi costruttivi siano in grado di assicurare un elevato grado di reversibilità dell’intervento
Strutture di copertura Compatibilità di forme e materiali Prediligere la realizzazione di manti di copertura con materiali compatibili per tipologia e cromia con il contesto ambientale e paesaggistico, facendo riferimento, ove presente, alla tradizione locale. Valutare l’impiego di coperture a verde, ispirandosi alla flora locale e valorizzando l’integrazione con il paesaggio circostante. Valutare la possibilità di inserimento di sistemi atti al riutilizzo delle acque piovane
Involucro Efficienza Energetica Nella scelta di materiali, p.e. schermatura delle aperture, ricercare soluzioni che perseguano l’obiettivo di un miglioramento energetico
Impiantistica Mitigazione e integrazione degli elementi Integrare i sistemi tecnologici dell’edificio in modo da minimizzare il loro impatto visivo, attraverso l’inserimento degli elementi senza interrompere la continuità, la completezza e gli equilibri fra gli elementi compositivi e architettonici
Volumi Distribuzione delle volumetrie Nella scelta distributiva delle nuove volumetrie tenere in considerazione le emergenze paesaggistiche del contesto evitando eventuali schermature e discontinuità visive
Finiture Compatibilità dei colori Evitare l’impiego di colori accesi e artificiali, in forte contrasto con il contesto, favorendo invece nella loro scelta il minor impatto visivo possibile, attraverso l’uso di colori della cultura locale o in armonia con i colori rilevati nel paesaggio circostante, in particolare fra i colori delle terre del luogo
Fruibilità Superamento barriere architettoniche Nella fase di progettazione dei volumi da ricostruire, evitare la generazione di barriere architettoniche o prevedere il loro superamento tramite strutture leggere, reversibili e poco impattanti.

 

Livello di Prossimità
Oggetto Finalità Indirizzi
Lotto Compatibilità localizzativa Evitare di ricostruire il volume nella stessa area di sedime qualora sia possibile individuare una nuova localizzazione che permetta una maggiore integrazione con il contesto a livello visivo e orografico. Garantire nel caso di ricostruzione in differente localizzazione la riqualificazione ambientale e paesaggistica degli spazi lasciati liberi.
Rapporti con l’esistente Continuità e omogeneizzazione Qualora nell’ambito del lotto di intervento siano presenti ulteriori edifici non oggetto di demolizione, si dovrà tendere verso la massima continuità di insieme perseguendo un aspetto integrato e coerente, anche tramite interventi di miglioramento della qualità delle volumetrie non oggetto di demolizione.
Coni visuali Integrazione spazio pubblico e privato Nella collocazione dei nuovi volumi, evitare l’interruzione della continuità visiva generata da strade e corti, tutelando le visuali esistenti: In caso di ricostruzione in differente localizzazione privilegiare soluzioni che creino nuovi coni visuali formati dalla linea di costa e dalle linee di sviluppo del panorama.
Limiti Permeabilità visiva dei limiti Minimizzare la schermatura visiva generata dagli elementi di chiusura, garantendo un dialogo con le componenti paesaggistiche al contorno sia con elementi vegetali che con le recinzioni artificiali.
Spazi esterni Integrabilità dell’intervento sui suoli Evitare una forte diffusione della superficie impermeabilizzata (pavimentazioni) sviluppando un equilibrato rapporto tra superficie coperta e libera, impermeabile e permeabile, elementi artificiali e naturali.

 

Livello Globale
Oggetto Finalità Indirizzi
Suolo Integrazione orografica Evitare la realizzazione di sbancamenti o rinterri che, alterando la conformazione del terreno, generino incompatibilità con le visuali paesaggistiche, con i sistemi orografici e di deflusso delle acque.
Dimensioni Equilibrato rapporto di scala Evitare dimensioni che possano innescare rapporti fuori scala con il contesto, come altezze, masse volumetriche e superfici planimetriche fuori equilibrio
Forme e colori Compatibilità Evitare discontinuità delle forme e alterazione della gamma cromatica del luogo, al fine di tutelare l’immagine complessiva del paesaggio percepito a distanza.
Vegetazione Compatibilità Evitare l’utilizzo di specie non autoctone ed esotiche al fine di rafforzare il legame con i luoghi e il ruolo che la vegetazione ha nel paesaggio di riferimento.

ULTERIORI INDICAZIONI RELATIVE ALLE ZONE URBANISTICHE

Gli interventi di riedificazione devono instaurare relazioni capaci di valorizzare il contesto paesaggistico nel quale si inseriscono anche in riferimento alla zonizzazione urbanistica in cui ricadono.

Si riportano pertanto alcuni fattori che dovranno guidare gli interventi in riferimento alle quattro zone identificate dalla norma.

Zona E
Nella individuazione delle nuove ricostruzioni legate alla conduzione del fondo, favorire l’accostamento (giustapposizione) dei nuovi volumi rispetto quelli esistenti per successione e raddoppi lineari, attraverso la realizzazione di volumi semplici ed elementari, tipici delle architetture rurali della Sardegna, sempre nel rispetto delle differenti tipologie architettoniche che possono rilevarsi nelle differenti regioni geografiche. zona e accostamento volumi
Nei progetti di riedificazione incentivare l’aggregazione volumetrica per il completamento di corti o piccoli nuclei esistenti, arginando così il fenomeno dell’edificazione diffusa in agro e mantenendo inalterato l’equilibrio tra l’insediamento ed il contesto ambientale. Evitare di collocare edifici in luoghi o posizioni che compromettano l’uso agricolo- produttivo dei fondi. zona e aggregazione volumetrica

 

Zona F
Nella scelta del trasferimento dei volumi di maggior impatto verso aree più idonee, mantenere in forte considerazione il rapporto con gli elementi ambientali dominanti presenti nel paesaggio, quali masse vegetali, roccia affiorante (D1), compluvi, limiti naturali (D2), suoli fertili (D3), etc. zona f rapporto elementi dominanti ambientali
Promuovere gli interventi edilizi di completamento del sistema insediativo esistente per garantire la continuità di insieme e favorire la continuità dei vuoti presenti nell’insediamento, così da costituire una maglia di corridoi ecologici. zona f completamento

 

Zona G
Promuovere la valorizzazione dell’ambiente naturale e del paesaggio configurando, nella localizzazione delle ricostruzioni volumetriche, una continuità con il sito. Le zone urbanistiche identificate a servizi generali svolgono ruoli molto differenti fra loro (direzionali, servizi per aree con valenza storico culturale, istruzione, etc.); in tutti i casi le soluzioni progettuali devono dimostrare di rapportarsi con gli elementi naturali del luogo, ricostruendo quelle parti che hanno perso la loro continuità (percorsi naturali, filari, siepi, permeabilità dei suoli, etc), garantendo il loro funzionamento ecologico. zona g valorizzazione ambiente
Favorire negli interventi architettonici la riduzione dell’impatto visivo esistente dato dalle grandi strutture che possono essere riconfigurate, limitando lo sviluppo complessivo in altezza e l’interferenza con elementi di valore ambientale o storico culturale. zona g riduzione impatto visivo

 

Zona H
Favorire Il contenimento volumetrico strettamente limitato alle necessità funzionali e in rapporto con l’orografia, la vegetazione e gli elementi naturali presenti. Favorire la realizzazione di architetture semplici ed elementari che permettano la reversibilità dei luoghi e l’assenza di interferenza con elementi di valore ambientale o storico culturale. Ridurre l’impatto volumetrico con elementi aperti permeabili allo sguardo. zona h contenimento volumetrico
Incentivare l’inclusione dei nuovi volumi con il contesto: instaurare un dialogo con le forme che si rilevano nel contesto, come linee sinusoidali, creste, guglie; utilizzare i materiali di base del paesaggio, quali legno e materiali lapidei; tutelare gli elementi paesaggistici, quali filari di alberi, vegetazione fluviale, margini dei campi, siepi vive, aree boscate, conformazioni a macchia mediterranea, etc. zona h inclusione volumi nel contesto

ELABORATI PROGETTUALI

Al fine di consentire l’applicazione dei principi progettuali esplicitati nel presente documento, è necessario che i progetti siano supportati da:

  • adeguata documentazione fotografica con rappresentazione esauriente dei rapporti con il contesto;
  • elaborati grafici con rappresentazione dei prospetti in scala 1:100, con la definizione di tutti gli elementi compositivi dell’edificio, quali i comignoli, pluviali, coperture, etc. e l’indicazione, con particolari in scala 1:20, dei materiali e delle finiture cromatiche relativi a partiti di fondo, rilievi, serramenti, nonché di ogni ulteriore elemento utile alla definizione del progetto;
  • repertorio di ogni elemento naturalistico, storicamente e artisticamente significativo, relativo allo spazio esterno (alberature, siepi, giardini, arboreti,etc.).

Gli elaborati progettuali dovranno essere prodotti sia per lo stato di fatto che per quello di progetto. In ogni caso, per ogni intervento di modificazione dell’esistente dovranno essere prodotti tutti gli elaborati necessari ad illustrare le risposte progettuali proposte in funzione degli indirizzi sopra riportati, così da rendere chiaro il percorso effettuato per garantire il raggiungimento di un livello di qualità più elevato in tutte le sue parti.

 

ASPETTI PROCEDURALI

Con riferimento alla procedura di riferimento le disposizioni prevedono quale titolo abilitativo il permesso di costruire, che dovrà essere preceduto, poiché trattasi di interventi ricadenti in ambiti paesaggisticamente vincolati, dall’autorizzazione paesaggistica.

È fatta salva l’acquisizione di ulteriori nulla osta, pareri o atti di assenso richiesti dalle ulteriori normative di settore.

 

Scarica Allegato alla Delib.G.R. n. 18-15 del 5.4.2016 in pdf

Presentazione UrbisMap ad Assemini, Mercoledì 15/06 ore 17.30

Presentazione UrbisMap ad Assemini, Mercoledì 15/06 ore 17.30 3

Presentazione UrbisMap ad Assemini, Mercoledì 15/06 ore 17.30

Mercoledì 15/06/2016 alle 17.30 ad Assemini in Aula Consiliare, ci sarà una presentazione per l’attivazione del servizio UrbisMap

Domani, mercoledì 15 giugno 2016, alle ore 17.30 presso l’Aula Consiliare di Assemini, ci sarà la presentazione dell’attivazione del servizio UrbisMap per il Comune di Assemini.

Sarà la giusta occasione per conoscersi di persona: avrò il piacere di raccontarvi il perchè è nato UrbisMap e il perchè sono importanti le partnership con le amministrazioni pubbliche.

urbismap assemini
UrbisMap@Assemini 15/06/2016 ore 17.30

Parte della presentazione (sarò molto breve e diretto) servirà per illustrare le funzionalità di UrbisMap sia in generale che nel particolare.

Il Comune di Assemini è il primo che ha creduto nel progetto, e per fortuna non è rimasto l’unico.

Sono diversi, infatti, i tecnici e i rappresentanti della pubblica amministrazione che hanno sposato l’iniziativa, e con il quale abbiamo avuto (e abbiamo tutt’ora) il piacere di collaborare: Assemini, Sinnai, Dolianova, Seui, Mamoiada, Lodine, Nuraminis (solo per citarne alcuni…).

Tanti altri, che non elenco, stanno procedendo alle pratiche di inserimento, perchè anche loro hanno visto in UrbisMap un ottimo servizio utile per tutti: liberi professionisti, tecnici dell’ufficio comunale, e privati cittadini.

I dettagli, li lasciamo a domani 🙂

 

Ci vediamo lì? Io ci sarò 😀

 

Enrico Craboledda