Comuni Costieri e non Costieri. Strumento Urbanistico Vigente

costa

Comuni Costieri e non Costieri. Strumento Urbanistico Vigente

Con la L.R. 8/2015 le percentuali di ampliamento volumetrico (per le zone B e C) si differenziano in relazione allo strumento urbanistico vigente e all’ambito costiero.

Costiero o non Costiero. Questo è il dilemma.

No, in realtà non si tratta di una scelta che possiamo fare.

Come sapete, la Legge Regionale 8/2015 ( Nuovo Piano Casa ) differenzia, per le zone B e C (le altre zone urbanistiche saranno oggetto di altri articoli), le percentuali di ampliamento volumetrico (articolo 30)  in :

  • percentuale ampliamento volumetrico piano casa sardegna20 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 90 metri cubi, nei comuni inclusi negli ambiti di paesaggio costieri che non hanno adeguato il piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale
  • 30 per cento del volume urbanistico esistente, fino a un massimo di 120 metri cubi, nei comuni che hanno adeguato il piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale e nei comuni non inclusi negli ambiti di paesaggio costieri

La domanda “nasce spontanea“:

Il mio comune  ricade in ambito costiero? Esiste un elenco di comuni ricadenti nell’ambito costiero?

Il Piano Urbanistico del mio Comune è adeguato al Piano Paesaggistico Regionale ?

Le domande sono pertinenti e per nulla banali.

Spesso sento dire “no, il mio comune non è vicino al mare“, per poi scoprire che comunque ricade in ambito costiero.

O ancora, ” sì, nel mio comune c’è il PUC“, che nel 90% dei casi non è adeguato al PPR (ad oggi, i Piani Urbanistici Comunali adeguati al Piano Paesaggistico Regionale sono solo 13)

L’elenco dei comuni ricadenti o meno in ambito costiero è indicato nel PPR (Piano Paesaggistico Regionale), in un allegato alle sue Norme Tecniche di Attuazione.

Per semplificarvi (e semplificarci) la vita, riportiamo qua l’elenco dei comuni inclusi negli ambiti di paesaggio costieri della Regione Sardegna (anche solo parzialmente).

COMUNI INCLUSI IN AMBITO COSTIERO (ANCHE SOLO PARZIALMENTE)

Aggius
Aglientu
Alghero
Arborea
Arbus
Arzachena
Arzana
Assemini
Badesi
Baratili San Pietro
Bari Sardo
Bauladu
Baunei
Bonarcado
Bosa
Budoni
Buggerru
Cabras
Cagliari
Calasetta
Capoterra
Carbonia
Cardedu
Carloforte
Castelsardo
Castiadas
Cuglieri
Domus De Maria
Domusnovas
Dorgali
Elini
Elmas
Fluminimaggiore
Flussio
Gairo
Galtellì
Giba
Girasole
Golfo Aranci
Gonnesa
Gonnosfanadiga
Guspini
Iglesias
Ilbono
Irgoli
Ittiri
Jerzu
La Maddalena
Lanusei
Loceri
Loculi
Lodè
Loiri Porto San Paolo
Lotzorai
Lula
Luogosanto
Maracalagonis
Marrubiu
Masainas
Masullas
Milis
Modolo
Mogomadas
Mogoro
Monserrato
Monteleone Rocca Doria
Monti
Montresta
Morgongiori
Muravera
Narbolia
Nurachi
Olbia
Oliena
Ollastra Simaxis
Olmedo
Onifai
Oristano
Orosei
Orune
Osilo
Osini
Padria
Padru
Palau
Palmas Arborea
Perdasdefogu
Piscinas
Porto Torres
Portoscuso
Posada
Pozzomaggiore
Pula
Putifigari
Quartu Sant’Elena
Quartucciu
Riola Sardo
Romana
San Giovanni Suergiu
San Nicolò D’Arcidano
San Teodoro
San Vero Milis
San Vito
Santa Giusta
Santa Maria Coghinas
Santa Teresa Gallura
Santadi
Sant’Anna Arresi
Sant’Antioco
Sant’Antonio Gallura
Santu Lussurgiu
Sarroch
Sassari
Scano di Montiferro
Sedini
Selargius
Seneghe
Sennariolo
Sennori
Sestu
Settimo San Pietro
Siamaggiore
Siamanna
Siapiccia
Siliqua
Simaxis
Siniscola
Sinnai
Siris
Solarussa
Soleminis
Sorso
Stintino
Suni
Talana
Telti
Tempio Pausania
Tergu
Terralba
Tertenia
Teulada
Thiesi
Tinnura
Torpè
Tortolì
Tramatza
Tratalias
Tresnuraghes
Triei
Trinità D’Agultu e Vignola
Ulassai
Uras
Uri
Urzulei
Uta
Valledoria
Vallermosa
Viddalba
Villa San Pietro
Villagrande Strisaili
Villanova Monteleone
Villanova Truschedu
Villaperuccio
Villaputzu
Villasimius
Zeddiani
Zerfaliu

Quest’informazione, però, da sola non è sufficiente a stabilire quale percentuale di incremento volumetrico possiamo applicare.

Dobbiamo anche conoscere, per i comuni inclusi negli ambiti costieri, sopra indicati in elenco, quale sia lo strumento urbanistico attualmente vigente

checkCOMUNI CHE HANNO ADEGUATO IL PUC AL PPR

  • AGGIUS
  • ARBOREA
  • ASSEMINI
  • BADESI
  • CARBONIA
  • IRGOLI
  • MAGOMADAS
  • NURACHI
  • ORISTANO
  • POSADA
  • SASSARI
  • SINISCOLA
  • STINTINO
  • TRINITA’ D’AGULTU E VIGNOLA

Per Riassumere

Il procedimento da attuare per conoscere precisamente la percentuale di ampliamento volumetrico:

  • In quale Zona urbanistica ricade il mio immobile?
  • Se ricade in zona B o C, il comune nel quale ricade l’immobile è incluso in ambito costiero?
    • Se NON è incluso, allora la percentuale è fino al 30% (max 120 mc).
  • Se, invece, è incluso, il comune ha adeguato il PUC al PPR?
    • Se sì (PUC ADEGUATO AL PPR) , allora fino al 30% (max 120 mc)
    • Se no (PUC, PRG, PDF NON adeguati al PPR), allora fino al 20%  (max 90 mc)

Spero di esservi stato d’aiuto.

 

Ing. Enrico Craboledda

PS: cercherò di tenere l’elenco dei comuni che hanno adeguato il PUC al PPR il più aggiornato possibile. Questo non vi esime da un’ulteriore verifica specifica e aggiornata sul vostro comune. 🙂

 

Assemini, Venerdì 16/10/15: Presentazione UrbisMap

UrbisMap - Un Nuovo Modo di Conoscere l'Urbanistica e il Territorio

Assemini, Venerdì 16/10/15: Presentazione UrbisMap

Sarà ad Assemini, questo venerdì 16 ottobre alle ore 12,  la prima presentazione pubblica ufficiale del servizio UrbisMap.

In occasione della “Sardinia Code Week 2015“, sono stato invitato a raccontare (e presentare) il servizio UrbisMap.

Questo evento (gratuito!) avverrà questo Martedì 13 ottobre 2015, alle ore 10 Venerdì 16/10/2015 alle ore 12 presso il Comune di Assemini.

Logo Sardinia Code Week 2015Per partecipare all’evento di presentazione di UrbisMap, è consigliato registrarsi a questo indirizzo

Sardinia Code Week 2015 – Lab. “UrbisMap” – Enrico Craboledda

Non lasciatevi spaventare dal nome dell’evento “Code Week“; l’intervento sarà incentrato sul servizio UrbisMap, sulle sue potenzialità, sui suoi utilizzi attuali, e perchè no, anche su quelli potenziali e futuri.

Perchè Assemini?

Assemini è uno dei primi comuni “Pilota” che ha scelto di utilizzare la nostra tecnologia per fornire al cittadino (privato cittadino o tecnico libero professionista) la consultazione delle carte urbanistiche attraverso il servizio “UrbisMap“.

Sia dal nostro portale che direttamente dal sito internet del Comune di Assemini, si potranno consultare le carte tecnico-tematiche rappresentative del territorio, con ricerca catastale e stampa di report completi.

Perchè Assemini ha scelto UrbisMap?

Esistono diverse ragioni.

La prima è la volontà di unire l’utile al dilettevole: dare la possibilità ai cittadini di consultare in modo semplice, veloce ed efficace (quindi moooolto diversamente dagli altri servizi di webgis ) tutte le carte urbanistiche comunali e regionali.

cross-platformIn questo modo non ci si deve recare più all’ufficio tecnico del comune per avere informazioni, ma queste sono fruibili, in modo semplice, veloce ed efficace.

Direttamente da casa o dall’ufficio; consultabili da pc, smartphone o tablet. Senza installare nulla. In Cloud

E, aspetto non da poco, in modo semplice, senza dover essere degli esperti di GIS per poter sapere in quale zona ricade il proprio immobile (o quali vincoli ci siano!).

Il secondo vantaggio, derivante direttamente dal primo, è che l’Ufficio Tecnico comunale otterrà una riduzione del carico di lavoro; grazie a questo notevole risparmio di tempo, i tecnici comunali si potranno dedicare più serenamente ad altre attività previste dal loro incarico di lavoro.

Il terzo vantaggio è economico: Assemini, in quanto ha scelto di entrare tra i “Comuni Pilota” che adottano l’utilizzo del servizio UrbisMap, l’ha ottenuto in convenzione gratuita.

Nessun onere economico. Oh yeah!

Esistono altri Comuni Pilota?

Sì.

Siete troppo curiosi, li svelerò più avanti 🙂 .

Può il mio comune diventare un “Comune Pilota”, e avere UrbisMap in convenzione gratuita?

Sì.

Ovviamente non ci sono “possibilità” illimitate.

Quindi vale il principio del “chi prima arriva, ben alloggia“.

E’ consigliato, pertanto, affrettarsi e contattarmi quanto prima, per non perdere quest’occasione.

Per poter attivare una convenzione “pilota” gratuita, è necesario (e sufficiente) che un rappresentante del comune ( tecnico dipendente, funzionario, dirigente, assessore, sindaco … ecc ) mi contatti direttamente al numero 349 2709342

Io sono un privato, potrò utilizzare UrbisMap gratuitamente?

Sì.

UrbisMap è un servizio gratuito di consultazione delle mappe online.

Quando sarà utilizzabile?

Abbiate ancora un po’ di pazienza… ormai sarà presto … molto presto.

Io sono un tecnico privato, posso esservi utile?

Sì, se vuoi contribuire, è sufficiente compilare il questionario qui sotto e sarai ricontattato.

Tranquilli, non vi chiedo nè soldi nè di lavorare gratis 🙂

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Ing. Enrico Craboledda

 

 

Sintesi Contenuti L.R. 8/2015 Nuovo Piano Casa

Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 02

Sintesi Contenuti L.R. 8/2015 Nuovo Piano Casa

La Regione ha pubblicato una sintesi grafica dei contenuti della Legge Regionale 8/2015

E’ stata pubblicata (ormai già da qualche tempo) la sintesi che la Regione Sardegna propone sui contenuti della Legge Regionale 8/2015, il “famoso” Nuovo Piano Casa.

E sceglie di farlo con una sorta di infografica.

Il mio consiglio è quello di considerare le informazioni contenute in questo pdf non esaustive, e di rifarsi unicamente al testo di legge per chiarimenti e approfondimenti.

Ecco il contenuto

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 01

 Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 02

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 03

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 04

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 05

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 06

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 07

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 08

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 09

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 10

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 11

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 12

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 13

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 14

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 15

Sintesi dei contenuti della Legge regionale n.8 del 23.04.2015 - 16

Sintesi Contenuti L.R. 8/2015 Nuovo Piano Casa – PDF

Ing. Enrico Craboledda

Piccoli Aggiornamenti Piano Casa Sardegna UrbisMap

urbismap

Piccoli Aggiornamenti Piano Casa Sardegna UrbisMap

Nell’ultimo periodo ci sono stati diversi piccoli aggiornamenti: dal Piano Casa Sardegna ad UrbisMap

Lo ammetto.  L’ultimo periodo sono stato un po’ assente.

Nessun nuovo articolo di spessore, ma un motivo (più che valido) c’è: stavo lavorando per voi !

Ma andiamo per gradi: partiamo dalle novità all’interno del sito.

indirizzi applicativi incremento volumetrico attivita turistico ricettivePiano Casa Sardegna

La pagina FAQ che contiene le risposte alle domande frequenti viene costantemente aggiornata: il mio consiglio è quella di controllarla, di tanto in tanto, per verificare eventuali novità.

Leggete anche i commenti all’interno della stessa pagina, perché contengono domande/discussioni/spunti molto interessanti.

Sempre in merito al sito, nei giorni scorsi è uscita la Delibera N. 36-12 DEL 14.7.2015 contenente gli Indirizzi Applicativi per gli Interventi di Ampliamento Volumetrico delle Strutture Turistico Ricettive (potete trovare il link anche nel menù verticale).

Delibera Indirizzi Applicativi Incremento Volumetrico Strutture Turistiche RicettiveNon entro oggi in merito al contenuto del testo, se non per segnalare che nelle indicazioni di valutazione di compatibilità dell’intervento proposto al contesto paesaggistico di riferimento, il testo pone degli obiettivi chiari mediante parole chiave e schemi grafici molto utili per gli addetti ai lavori.

UrbisMap

Ed ora, veniamo al vero motivo della latitanza.

Nell’ultimo periodo abbiamo lavorato tanto allo sviluppo di UrbisMap.

Come precedentemente indica, UrbisMap è un servizio che consentirà di consultare liberamente, facilmente, velocemente e in modo molto semplice le mappe tematiche rappresentative del territorio.

urbismap
urbismap

Un unico contenitore in cui trovare tutte le mappe tecnico-tematiche:

PUC, PAI, PPR, PSFF, PUL, PdL, PRU, PCA, PPCS, ecc… insomma, l’obiettivo è quello di migliorare la vita (e il fegato!) di chi ha la necessità, più o meno frequente, di consultare queste mappe.

Ad oggi ci siamo concentrati tantissimo sulla semplicità di utilizzo, qualità del contenuto e velocità del servizio offerto… con risultati eccellenti.

Una buona notizia per chi ha provato ad usare i webgis della Regione Sardegna: UrbisMap è circa 100 volte + veloce 😀

Ad oggi abbiamo inserito con successo alcuni PPR e PAI.

Inoltre sono già presenti e consultabili una decina di piani urbanistici:

  • PUC di Cagliari con PRU di Barracca Manna e Piano del Centro Storico con indicazione delle unità
  • PUC di Selargius
  • PUC di Quartu Sant’Elena
  • PUC di Villasalto
  • PUC di Sedilo
  • PUC di Dolianova
  • PUC di Vallermosa
  • PUC di San Sperate
  • PUC di Elmas
  • PUC di Sinnai
  • PUC di Sestu

 

… Nei prossimi giorni inseriremo i piani urbanistici comunali vigenti di Decimomannu, Decimoputzu, Sorso, Tergu, Castiadas… e molti altri 🙂

Ci stiamo concentrando anche sulla consultazione dei dati catastali: un servizio molto utile per i cittadini, ma vincolato ad una convenzione con l’amministrazione comunale: pertanto, se qualche amministrazione volesse fornire questo servizio gratuitamente ai propri cittadini, mi contatti.

Per adesso, godetevi un breve video che mostra il funzionamento del servizio

 

 

Ing. Enrico Craboledda

 

Delibera Indirizzi Applicativi Incremento Volumetrico Strutture Turistiche Ricettive

Delibera Indirizzi Applicativi Incremento Volumetrico Strutture Turistiche Ricettive

Delibera Indirizzi Applicativi Incremento Volumetrico Strutture Turistiche Ricettive

Ecco il testo della Delibera contenente gli indirizzi applicativi per gli “Interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive

DELIBERAZIONE N. 36/12 DEL 14.7.2015

Oggetto: Indirizzi applicativi per gli interventi di cui all’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015 avente ad oggetto “Interventi di incremento volumetrico delle
strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive”.

L’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, di concerto con l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, ricorda che con la legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015 sono stati, tra l’altro, disciplinati gli interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive.

In particolare l’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015 disciplina gli interventi di
ristrutturazione e rinnovamento con incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico ricettive.

Il comma 6 del citato articolo rinvia l’assentibilità degli interventi all’approvazione di una deliberazione contenenti gli indirizzi applicativi, che esemplifichi gli interventi ammessi e il loro adeguato inserimento nel paesaggio.

Preliminarmente l’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio e l’Assessore degli Enti Locali,  Finanze e Urbanistica ritengono opportuno richiamare i contenuti della previsione normativa.

Gli interventi devono essere finalizzati alla riqualificazione e all’accrescimento delle potenzialità delle strutture e, quindi, concorrere al perseguimento degli obiettivi di destagionalizzazione dei flussi turistici, nonché ad accrescere le potenzialità turistiche ed attrattive delle strutture, così da attrarre nuovi segmenti di domanda. Con riferimento alla procedura di riferimento le disposizioni prevedono quale titolo abilitativo il permesso di costruire, che dovrà essere preceduto, in caso di interventi ricadenti in ambiti paesaggisticamente vincolati, dall’autorizzazione paesaggistica. Ove l’intervento in aree non vincolate paesaggisticamente il rilascio del permesso di costruire è condizionato alla positiva valutazione di coerenza in merito al rispetto delle condizioni di cui all’articolo 36, comma 3, della legge regionale n. 8 del 2015. È fatta salva l’acquisizione di ulteriori nulla osta, pareri o atti di assenso richiesti dalle ulteriori normative di settore.

L’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio illustra l’allegato predisposto in attuazione del comma 6 dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 2015, contenente alcuni casi esemplificativi degli interventi ammessi, senza pretesa di esaustività, nonché gli indirizzi per il conseguimento di una migliore qualità architettonica e del coerente inserimento nel paesaggio degli interventi, che non hanno valore prescrittivo, ma di orientamento delle scelte progettuali.

La Giunta regionale, condividendo quanto rappresentato e proposto dall’Assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, di concerto con l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, constatato che il Direttore generale del Turismo, Artigianato e Commercio e il Direttore generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia hanno espresso il parere favorevole di legittimità sulla proposta in esame

 DELIBERA

− di approvare, ai sensi dell’articolo 31, comma 6, della legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015, l’allegato contenente gli indirizzi applicativi per la progettazione degli interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive;

− di dare atto che la presente deliberazione, unitamente al relativo allegato, sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna e nel portale tematico del sito istituzionale dell’amministrazione regionale “Sardegnaterritorio”.
Il Direttore Generale Alessandro De Martini

Il Presidente Francesco Pigliaru

Allegato alla Delib.G.R. n. 36/12 del 14.7.2015

Indirizzi applicativi per gli interventi di cui all’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015, avente ad oggetto “interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive”

PREMESSA

Il presente documento contiene gli indirizzi applicativi per l’attuazione dell’articolo 31 della legge regionale n. 8 del 23 aprile 2015, pubblicata sul BURAS n. 19 del 30 aprile 2015.

Fatte salve le normative vigenti nei vari settori, i presenti indirizzi applicativi sono redatti per definire una linea comune capace di garantire un adeguato inserimento nel paesaggio e una corretta articolazione architettonica, interpretazione estetica, morfologica, materica degli interventi di ampliamento relativi alle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive.

QUADRO NORMATIVO GENERALE

Gli interventi devono riferirsi a strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive, ossia alle aziende ricettive alberghiere ed extra alberghiere, rispettivamente disciplinate dalla legge regionale n. 22 del 14 maggio 1984 e dalla legge regionale n. 27 del 12 agosto 1998 e successive modifiche e integrazioni.

Gli interventi non sono ammessi, salvo le eccezioni di cui si dirà, nel caso in cui la struttura ricada nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina, ossia all’interno del vincolo paesaggistico di cui all’articolo 142, comma 1, lett. a), del D.Lgs. n. 42 del 2004. Con riferimento all’estensione dei territori costieri l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica rammenta che con la circolare interassessoriale n. 16210 approvata dalla Giunta regionale in data 24 giugno 1986 è stato stabilito che le sponde degli stagni appartenenti al demanio marittimo rientrano nella categoria dei beni vincolati ai sensi dell’allora vigente articolo 1, comma 1, lettera a), della legge n. 431 del 1985 (oggi articolo 142, comma 1, lett. a), del citato D.Lgs. n. 42 del 2004).

Nel caso di complessi di immobili adibiti a struttura turistico-ricettiva, in parte ricadenti all’interno della fascia dei 300 metri, ai fini dell’ammissibilità dell’intervento lo stesso dovrà riguardare unicamente i corpi di fabbrica situati oltre la predetta fascia, e ai fini della determinazione dell’incremento volumetrico non potranno essere utilizzati i volumi localizzati all’interno della stessa.

Il comma 3, in via eccezionale, prevede l’ammissibilità degli interventi aventi ad oggetto strutture localizzate nella fascia dei 300 metri unicamente ove la stessa struttura ricada nelle zone urbanistiche omogenee A e B o nelle aree individuate ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 2, lettera a), della legge regionale n. 45 del 1989, e successive modifiche e integrazioni, ovvero nelle aree contigue ai centri abitati dei Comuni contermini al mare, classificate dagli strumenti urbanistici come zone omogenee C, D, G e H. Nel primo caso le vigenti disposizioni prevedono l’esclusione dal vincolo paesaggistico, nel secondo caso l’esclusione dal vincolo integrale di conservazione e di conseguente inedificabilità.

Gli interventi possono comportare un incremento volumetrico, in deroga agli indici previsti dalle vigenti disposizioni comunali e regionali, della misura massima del 25 per cento dei volumi legittimamente esistenti. I volumi derivanti dall’incremento non sono computati nel dimensionamento di cui all’articolo 6 della legge regionale n. 8 del 2004.

Quota parte dell’incremento concesso può essere destinato per adeguare la dimensione delle stanze, senza aumento del numero complessivo delle stesse. A tal fine può essere destinato al massimo il 30 per cento dell’incremento volumetrico concesso, la cui misura massima è come detto fissata nel 25 per cento dei volumi legittimamente esistenti.

Gli incrementi volumetrici di cui all’articolo 31 non sono cumulabili con gli ulteriori incrementi previsti dalla legge regionale n. 8 del 2015, né con gli incrementi volumetrici previsti dal capo I e dall’articolo 13, comma 1, lettera e), della legge regionale 4 del 2009. È, quindi, consentito l’utilizzo dell’incremento volumetrico fino al raggiungimento della percentuale massima del 25 per cento.

I volumi realizzati usufruendo degli incrementi volumetrici previsti dalle disposizioni contenute nella citata legge n. 4 non possono essere oggetto degli interventi di cui all’articolo 31.

Con riferimento alle strutture turistico-ricettive di cui alla legge regionale n. 22 del 1984, per le quali il sopra citato l’articolo 10-bis prevedeva la possibilità di incrementare le volumetrie esistenti nella misura del 25 per cento, è consentito l’utilizzo dell’incremento volumetrico residuo, fino al raggiungimento della percentuale massima del 25 per cento del volume originariamente esistente.

È consentito l’utilizzo di quota parte, fino a un massimo del 30 per cento, dell’incremento volumetrico concesso per adeguare la superficie delle stanze, senza aumento del numero complessivo delle stesse.

PRINCIPI E FINALITÀ

Ogni intervento capace di modificare un luogo produce effetti, presenti e futuri, sul contesto territoriale, paesaggistico, ambientale e urbano in cui è inserito. Detto contesto costituisce un bene comune rappresentativo dell’identità propria di ogni luogo. Pertanto, la qualità delle opere che intervengono nel territorio urbano, in quello periurbano e nell’ambiente naturale assume una propria rilevanza e i progettisti devono far sì che le opere:

  • siano compatibili e diventino parte integrante del complesso cui afferiscono;
  • concorrano a qualificare il carattere dei luoghi aggiungendo nuovi significati e nuovi valori attraverso l’uso sapiente del linguaggio architettonico proprio della contemporaneità, evitando accuratamente di indulgere in formalismi convenzionali che prescindono dai luoghi.

Le soluzioni progettuali dovranno rendere evidente come si intende raggiungere gli obiettivi prefissati, anche attraverso schemi, diagrammi, visualizzazioni e descrizioni sintetiche.

LINEE GUIDA PER LA CONFIGURAZIONE DEGLI INCREMENTI VOLUMETRICI RISPETTO AL CORPO DI FABBRICA ESISTENTE

Ferme restando l’autonomia delle scelte progettuali, il progetto degli interventi di ampliamento deve essere orientato al rispetto dei criteri di progettazione di massima di seguito sinteticamente illustrati.

Tipologie funzionali degli interventi ammessi

Gli interventi devono essere finalizzati alla riqualificazione e all’accrescimento delle potenzialità delle strutture e, quindi, concorrere al perseguimento degli obiettivi di destagionalizzazione dei flussi turistici, nonché ad accrescere le potenzialità turistiche ed attrattive delle strutture, così da attrarre nuovi segmenti di domanda.

A titolo esemplificativo è ammessa la realizzazione, l’ampliamento o l’adeguamento di:

− ristoranti, sale per ricevimenti e sale per la prima colazione;

− bar e chioschi;

− aree benessere, spa, beauty farm;

− impianti ricreativi, palestre, sale relax;

− servizi per attività sportive;

− piscine coperte;

− business centre;

− sale conferenze, multimediali, polifunzionali;

− biblioteca e sala lettura;

− reception e desk;

− spazi attrezzati per i disabili;

− spazi attrezzati per i bambini;

− spazi attrezzati per animali;

− cucine, lavanderie e depositi.

È, inoltre, ammesso utilizzare quota parte dell’incremento volumetrico consentito, fino a un massimo del 30 per cento, per adeguare la superficie delle stanze per gli ospiti, di tutte o di parte, a uno standard non inferiore a 19 mq (bagno incluso) o i relativi bagni a uno standard non inferiore a 5 mq.

Incrementi in aderenza

In termini di orientamento generale, le soluzioni progettuali, in caso di incremento volumetrico realizzato in aderenza alle strutture esistenti, devono:

1. ricercare un congruo rapporto con i caratteri del fabbricato preesistente e del paesaggio circostante, valorizzando gli immobili esistenti o parti di essi, considerando non solo l’edificio, ma anche le aree scoperte di pertinenza e l’intorno di cui sono parte e su cui insistono;

2. integrare le nuove volumetrie con le strutture esistenti attraverso un processo di armonizzazione formale e materico, privilegiando tutte quelle soluzioni che evitino un eccessivo consumo di suolo. Maggiore attenzione è richiesta nei casi in cui la struttura esistente sia localizzata all’interno di un contesto paesaggistico di particolare pregio e sensibilità ambientale e per gli interventi ammessi nelle strutture localizzate nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina ove consentiti;

3. configurare le nuove volumetrie in aderenza a partire dagli allineamenti e dalle geometrie dei volumi esistenti, sia dal punto di vista planimetrico che altimetrico. In particolare:

− per la configurazione dei prospetti dovrebbero essere ricercate, in prima analisi, tutte le soluzioni che possano utilizzare le forme, il ritmo e il rapporto pieni e vuoti delle aperture esistenti;

− per la configurazione planimetrica, dovrebbero essere ricercate, in prima analisi, tutte le soluzioni che possano costituire un assetto complessivo coerente con le geometrie planimetriche dei volumi esistenti;

Qualora l’intervento edilizio preveda anche la ristrutturazione edilizia con modifica dei prospetti esistenti, il progetto degli incrementi volumetrici deve prevedere un disegno integrato e coerente con quello proposto per le volumetrie esistenti.

4. rispettare il reticolo strutturale e la tipologia di struttura esistente con il quale dovrà, laddove possibile, raccordarsi;

5. privilegiare i materiali e le finiture già presenti negli involucri edilizi esistenti, ovvero, proporre nuove soluzioni estetiche, che prevedano eventualmente la sostituzione dei materiali e delle finiture esistenti, ma che propongano una configurazione finale che privilegi l’integrazione tra i volumi (nuovi ed esistenti) e un loro coerente inserimento nel contesto paesaggistico circostante;

6. utilizzare materiali, componenti e soluzioni finalizzati a diminuire l’apporto energetico necessario per il soddisfacimento delle esigenze di riscaldamento e di raffreddamento o materiali ecologici per la bioedilizia o prodotti per la bioedilizia oggetto di certificazione da parte di istituti accreditati, per almeno il 50 per cento del computo metrico.

Le soluzioni potranno inoltre:

1. riconfigurare, anche in parte, le partizioni verticali o orizzontali dei fabbricato esistente;

2. prevedere la chiusura dei vuoti nei volumi esistenti. Nella definizione di vuoto vanno annoverati gli spazi ricompresi tra i piani di un edificio, quali terrazze a livello, nicchie ed incavi e, più in generale, spazi che si presentano in arretramento rispetto alle pareti principali e più esterne dell’edificio.

Incrementi con corpo edilizio separato

In termini di orientamento generale, le soluzioni progettuali, in caso di incremento volumetrico realizzato attraverso la costruzione di un corpo edilizio separato, devono:

1. analizzare le caratteristiche delle volumetrie esistenti, con particolare attenzione ai caratteri architettonici alle distanze e alle proporzioni geometriche delle stesse, proponendo nuove volumetrie che siano coerenti con questi aspetti;

2. proporre un incremento volumetrico che risulti coerente con i profili, le altezze e le proporzioni dei prospetti e le bucature degli stessi, previamente analizzando la conformazione altimetrica delle strutture esistenti;

3. inserire le nuove volumetrie nel paesaggio con l’obiettivo di preservarne i caratteri nel caso di contesti di particolare rilievo o di riqualificarne i caratteri nel caso di degrado;

4. privilegiare i materiali e le finiture già presenti negli involucri edilizi esistenti, ovvero, proporre nuove soluzioni estetiche che propongano una configurazione finale che privilegi l’integrazione tra i volumi (nuovi ed esistenti) e un loro coerente inserimento nel contesto paesaggistico circostante;

5. utilizzare materiali, componenti e soluzioni tecnologiche finalizzati a diminuire l’apporto energetico necessario per il soddisfacimento delle esigenze di riscaldamento e di raffreddamento. Ricorrere all’uso di materiali ecologici per la bioedilizia e prodotti per la bioedilizia, oggetto di certificazione da parte di istituti accreditati, per almeno il 50 per cento del computo metrico;

È ammesso un incremento volumetrico intenzionalmente dissonante rispetto alle caratteristiche volumetriche e materiche dei fabbricati esistenti e che non segua i criteri precedentemente elencati, a condizione che sia garantito il coerente  inserimento nel contesto paesaggistico e che tale dissonanza sia motivata da particolari esigenze compositive.

Incrementi con corpo edilizio parte in aderenza e parte separato

L’intervento può essere realizzato anche attraverso volumi in parte in aderenza e in parte separati dai corpi edilizi esistenti. In tali ipotesi valgono gli orientamenti precedenti espressi per le due modalità di intervento.

INSERIMENTO DEGLI INCREMENTI VOLUMETRICI NEL CONTESTO PAESAGGISTICO

La soluzione progettuale deve instaurare relazioni che valorizzino il contesto paesaggistico nel quale l’intervento inserisce. Sarà necessario osservare da lontano (insediamenti sparsi) e da vicino (interventi puntuali sul tessuto urbano) la compatibilità dell’intervento con il contesto. Tale valutazione dovrà essere realizzata attraversa le due scale di analisi:

Scala globale, intesa come punto di osservazione da lontano degli interventi, in cui è possibile percepire le relazioni tra il manufatto e il paesaggio (plano-volumetrico).

Scala di prossimità, intesa come punto di osservazione ravvicinato delle relazioni che si instaurano tra il manufatto e gli elementi ad esso prossimi, in cui è possibile identificare il contesto urbano.

La lettura delle due scale di analisi permette di interpretare il “segno” sul paesaggio che l’ampliamento andrà a creare.

Tali valutazioni hanno il fine di individuare una “compatibilità” dell’intervento il cui fine è quello di tutelare gli elementi costitutivi del paesaggio.

Ambito di valutazione: Scala di prossimità

1 - integrare

1. Integrare. Integrare i nuovi ampliamenti attraverso il dialogo tra i colori e le rifiniture dell’intervento e gli elementi vegetazionali al contorno, al fine di creare visuali e prospettive utili ad armonizzare e qualificare il luogo.

2 - Qualificare

2. Qualificare. Qualificare le relazioni esistenti tra architettura e contesto di riferimento, tra insediamento urbano e paesaggio, specie nei casi di ampliamento di quei manufatti posti ai confini dei due ambiti: urbano e extraurbano. Qualificare le relazioni spaziali, fisiche, ecologiche, ambientali attraverso interventi mirati e complementari all’intervento edilizio.

3 - Tutelare

3. Tutelare. Salvaguardare le visuali che dall’interno dei contesti urbani si aprono verso il paesaggio, evitando che l’ampliamento possa diventare un elemento di interruzione.

4 - Riequilibrare

4. Riequilibrare. Ricucire le possibili relazioni tra costruito e territorio, prevedendo una possibile contestualizzazione a verde dell’intervento di ampliamento nella sistemazione planimetrica o in alzato.

5 - Valorizzare

5. Valorizzare. Valorizzare attraverso l’intervento di ampliamento, il rapporto biunivoco tra costruito e ambiente, valorizzando le lunghe prospettive e visuali che permettono tale interazione.

Ambito di valutazione: Scala globale

6 - Caratterizzare

6. Caratterizzare. Ricercare un congruo rapporto volumetrico e compositivo dell’intervento capace di privilegiare il dialogo con i caratteri ambientali rilevabili nel contesto di riferimento.

7 - Attrarre

7. Attrarre. L’attrazione presuppone un dialogo verso gli elementi compositivi al contorno, attraverso interventi di ampliamento che rispettano un equilibrio con il contesto e manifestano un senso di completezza.

8 - Connettere

8. Connettere. Preservare le percezioni visive del paesaggio attraverso una ponderata valutazione dell’ampliamento capace di valorizzare le linee di forza del paesaggio, tutelando lo skyline e la continuità dell’orizzonte.

9 - Privilegiare

9. Privilegiare. Favorire una distribuzione dell’ampliamento capace di valorizzare gli assi e le trame del paesaggio, evitando la frammentazione e garantendo la continuità ecologica ambientale.

10 - Diversificare

10. Diversificare. Rispettare e incentivare la diversità dei paesaggi. Differenziare e caratterizzare l’ampliamento in relazione alle diversità dei paesaggi. L’intervento dovrà distinguersi per la ricchezza di avvicendamenti con cui riesce a instaurare un dialogo verso i diversi fattori che caratterizzano il sito.

ELABORATI PROGETTUALI

Al fine di consentire l’applicazione dei principi progettuali esplicitati nel presente documento, è necessario che i progetti vengano redatti seguendo metodi e criteri appropriati ed efficaci.

In particolare, oltre alla documentazione già prescritta dal Regolamento edilizio si precisa quanto segue:

− la documentazione fotografica dovrà sempre rappresentare in modo esauriente, con prese idonee per numero, dimensioni e qualità di stampa, sia l’intero complesso edilizio esistente che il contesto più ampio nel quale dovrà inserirsi l’ampliamento;

− gli elaborati grafici con rappresentati i prospetti, in scala 1:100, dovranno sempre riportare tutti gli elementi compositivi dell’edificio quali i comignoli, pluviali, coperture, etc. e l’indicazione, con particolari in scala 1:20, dei materiali e delle finiture cromatiche relativi a partiti di fondo, rilievi, serramenti, nonché di ogni ulteriore elemento utile alla definizione del progetto;

− dovrà essere redatto un repertorio di ogni elemento naturalistico, storicamente e artisticamente significativo, relativo allo spazio esterno (alberature, siepi, giardini, arboreti, etc.), localizzati in apposita planimetria in scala 1:100, e riferiti con apposita numerazione ad uno specifico repertorio fotografico.

Gli elaborati progettuali dovranno essere prodotti sia per lo stato di fatto che per quello di progetto, unitamente alle tavole comparative con evidenziate in colore rosso le costruzioni e in colore giallo le eventuali demolizioni.

In ogni caso, per ogni intervento di modificazione dell’esistente dovranno essere prodotti tutti gli elaborati necessari ad illustrare compiutamente l’intervento richiesto ed il relativo contesto.

Nel caso di interventi ricadenti in ambito vincolato paesaggisticamente gli elaborati progettuali dovranno includere quanto richiesto dalle vigenti disposizioni per il previo ottenimento della autorizzazione paesaggistica.

ASPETTI PROCEDURALI

Con riferimento alla procedura di riferimento le disposizioni prevedono quale titolo abilitativo il permesso di costruire, che dovrà essere preceduto, in caso di interventi ricadenti in ambiti paesaggisticamente vincolati, dall’autorizzazione paesaggistica.

Ove l’intervento in aree non vincolate paesaggisticamente il rilascio del permesso di costruire è condizionato alla positiva valutazione di coerenza in merito al rispetto delle condizioni di cui all’articolo 36 comma 3 della legge regionale n. 8 del 2015.

È fatta salva l’acquisizione di ulteriori nulla osta, pareri o atti di assenso richiesti dalle ulteriori normative di settore.

DELIBERAZIONE N. 36-12 DEL 14.7.2015

ALLEGATO ALLA DELIBERA N. 36-12 DEL 14.7.2015

    Indirizzi Applicativi Ampliamenti Strutture Ricettive

    Indirizzi Applicativi Ampliamenti Strutture Ricettive

    Indirizzi Applicativi Strutture Ricettive : Varati dalla Giunta

    Forniamo indicazioni chiare sulle modalità di intervento sia agli amministratori sia ai titolari delle strutture”  Erriu.

    Dopo circa un mese dall’ultimo articolo, eccomi qua.

    Non che non sia successo nulla di interessante, in questo mese. Anzi.

    Via Gallinara Cagliari
    Via Gallinara Cagliari

    Purtroppo, però, non ho proprio trovato il tempo di raccontarvi delle “scaramucce” da 16 milioni di euro, ordinanze di demolizione (” … ha mandato la richiesta di abbattimento il giorno prima della legge regionale (che avrebbe “salvato” l’immobile , ndr ), una cattiveria” Cardia), e l’esposto in procura per nomina illegittima tra il dirigente dell’Edilizia Privata, l’Ing. Castrignano, del Comune di Cagliari e il sig. Franco Cardia (Punto Casa Costruzioni srl, ditta costruttrice del palazzo incriminato).

    Insomma, un braccio di ferro dal quale, credo, usciranno tutti sconfitti.

    Ancora, non ho trovato proprio il tempo di raccontarvi dei 7 comuni “bacchettati dall’assessore Erriu per non aver completato per tempo, l’iter di adeguamento del PUC al PPR: Cuglieri, Gonnesa, Loiri Porto San Paolo, Pula, Santa Giusta, San Teodoro e Villaputzu hanno 60 giorni per evitare il commissariamento in attuazione alla nuova L.R. 8/2015

    Oggi, però, 10 minuti per scrivere li ho dovuti trovare.

    Indirizzi Applicativi Ampliamenti  Strutture Ricettive
    Indirizzi Applicativi Ampliamenti Strutture Ricettive

    La Giunta Regionale ha approvato, tramite delibera in data odierna, gli indirizzi applicativi per gli incrementi volumetrici delle strutture ricettive.

    Sul sito regionale si legge la notizia:

    Incremento del 25 %. L’incremento volumetrico formulato nel provvedimento dell’Esecutivo, in deroga agli indici previsti dalle disposizioni comunali e regionali, non potrà superare il 25 per cento della cubatura esistente e dovrà essere realizzato su immobili al di fuori della fascia costiera dei 300 metri. I titolari degli alberghi potranno finalizzare gli interventi edilizi alla riqualificazione e all’accrescimento delle potenzialità delle strutture, quindi agli obiettivi di destagionalizzazione dei flussi turistici e all’attrazione di nuovi segmenti di domanda dal mercato.

     

    Qualificare i luoghi. Tutte le opere realizzate in virtù degli indirizzi varati dal governo regionale dovranno essere compatibili e parte integrante del complesso al quale fanno riferimento e concorrere a qualificare il carattere dei luoghi attraverso – informa il testo – “l’uso sapiente del linguaggio architettonico proprio della contemporaneità”.

     

    Adeguamenti ammessi. È ammessa la realizzazione, l’ampliamento o l’adeguamento di ristoranti, sale ricevimenti e per la prima colazione, bar e chioschi, aree benessere, spa, beauty farm, impianti ricreativi, palestre, sale relax. E ancora: servizi per attività sportive, piscine coperte, business centre, sale conferenze, biblioteche, reception, spazi per disabili, bambini e animali, cucine e lavanderie.

     

    Interventi stanze ospiti. È inoltre ammesso utilizzare quota parte dell’incremento volumetrico consentito, fino a un massimo del 30 per cento, per adeguare la superficie delle stanze per gli ospiti, di tutte e di parte, a uno standard non inferiore a 19 metri quadri, bagno incluso.

    Appena disponibile, pubblicherò il testo completo della delibera approvata.

    Ing. Enrico Craboledda

     

    Dubbi? Domande? Chiediamolo alla Regione Sardegna

    dubbi domande piano casa sardegna

    Dubbi? Domande? Chiediamolo alla Regione Sardegna

    Vorrei raccogliere un elenco di domande da sottoporre alla Regione, al fine di ottenere delle indicazioni più precise per la sua corretta applicazione

    E’ trascorso poco più di un mese dalla sua emanazione e c’è ancora tanta confusione.

    dubbioC’è confusione su tanti aspetti modificati (o introdotti) dalla nuova L.R. 8/2015, Nuovo Piano Casa Sardegna 2015 2016.

    I motivi principali, a mio avviso, sono due:

    – da una parte si tratta di un sintomo fisiologico dei tecnici e dei cittadini: cambiate le regole che si conoscevano a menadito, c’è l’insicurezza derivante da una nuova norma che, per quanto la si legga più volte, nasconde sempre quelle 50 sfumature di applicazione che solo dopo un po’ di tempo sono inconsciamente assodate ( spesso derivano dalle risposte della P.A.), e diventano parte integrante “non scritta” dell’applicazione della legge

    – dall’altra c’è sempre il solito problema del testo scritto in modo poco chiaro, e quindi soggetto ad interpretazione.

    Da qui nasce, quindi, la necessità di ottenere qualche risposta dalla cima della piramide: la Regione Sardegna.

    Questo per evitare le spiacevoli situazioni in cui ci si trova spesso:

    la stessa legge regionale viene applicata in modo differente da comune a comune ;

    il comune stesso non sà come applicarla, e nella maggior parte dei casi, tende a diniegare e bloccare le istanze, anche senza averne (a volte!) diritto.

    CVD  – Come Volevasi Dimostrare

    Q.E.DRappresenta un esempio lampante il caso della variante al piano urbanistico comunale del Comune di Cagliari a seguito della richiesta di realizzazione di cubature da destinare a “grossa struttura di vendita”, formulata dagli eredi Frau e Marcella Vadilonga

    Dall’articolo ( http://www.sardegnaoggi.it/Politica/2015-06-03/29171/Cagliari_il_Comune_congela_la_nuova_area_commerciale_Necessari_lumi_dalla_Regione.html ) si legge:

    La pratica è stata istruita dagli uffici, a suo tempo, sulla base della normativa attualmente vigente, poi però è intervenuta la Regione con il Piano Casa, che nega la possibilità di procedere a varianti urbanistiche, da parte delle amministrazioni comunali, in assenza dell’adeguamento del Puc al Ppr”, spiega l’assessore comunale all’Urbanistica, Paolo Frau

    Anche se mi pare di capire che, in questo caso, abbiano già una risposta abbastanza chiara, per cui non si capisce che cosa chiedere alla Regione, questo esempio è solo l’ultimo per cronologia, ma dimostra la necessità di una linea diretta, un dialogo costante al fine di poter applicare la legge in modo corretto, certo, chiaro e coerente, in egual modo in tutto il territorio regionale.

    Domande? Chiediamolo alla Regione Sardegna

    Invito, pertanto, chiunque volesse sottoporre un quesito alla Regione Sardegna, ad inviarmi una email oppure compilare il form qui sotto.

    Credo (e spero) di ottenere l’ascolto necessario, affinché tutti possiamo lavorare serenamente in un clima di certezza della norma e del diritto.

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    Ing. Enrico Craboledda

    Tempus Regit Actum

    tempus regit actum

    Tempus Regit Actum

    Lo strano caso delle concessioni non rilasciabili.

    Di natura politica o di natura tecnica, è stata fatta una scelta.

    Giusta o sbagliata, sotto il profilo edilizio-urbanistico, nessuno oggi può saperlo.

    Sto parlando delle richieste di concessione edilizia per gli interventi rientranti nella disciplina degli articoli

    • 13 bis Norme in materia tutela, salvaguardia e sviluppo delle aree destinate all’agricoltura
    • 15 Utilizzo del patrimonio edilizio e recupero dei sottotetti
    • 15 bis Riutilizzo dei piani seminterrati, dei piani pilotis e dei locali al piano terra

    dell’ormai vecchia L.R. 4/09, abrogati dall’articolo 44 della L.R. 8/2015.

    Un passo indietro.

    Nell’ultimo mese ho ricevuto spesso questa domanda, alla quale solo ora posso dare risposta:

    Ho effettuato una richiesta di concessione ai sensi dell’articolo x, ora abrogato.

    Questa richiesta è stata effettuata da molto tempo (spesso novembre), e il comune, inadempiente nei termini, ora nega il rilascio della concessione edilizia perchè l’articolo x è stato abrogato dal nuovo piano casa.

    E’ corretto?

    Può il comune operare in tal senso?

    Premetto che non sono un esperto in materia di procedimenti e del diritto o della giurisprudenza pertinente (non si può essere onniscienti!), però ho voluto approfondire l’argomento.

    tempus regit actum
    tempus regit actum

    E dopo qualche settimana, sentiti anche diversi pareri, spunta il concetto del

    Tempus Regit Actum

    “Può il comune operare in tal senso?”

    Probabilmente (anzi, credo, sicuramente) Sì.

    Infatti, “per il principio tempus regit actum deve essere applicata la normativa vigente al momento dell’adozione del provvedimento“.

    Ergo: bye bye, concessione edilizia.

    E’ corretto?

    Mi sento di rispondere, NO.

    Non perchè non sia corretto secondo norma, ma perchè non lo trovo corretto da un punto di vista “umano”.

    Non trovo corretto (anzi, proprio scorretto) diniegare una concessione edilizia ad un cittadino che ha investito i propri soldi in un progetto, per palese (spesso) inadempienza del rispetto dei termini da parte del comune.

    Sicuramente non è colpa del tecnico comunale che si è trovato sommerso dalla valanga di pratiche, giunte in prossimità scadenza questo, però, non esime il comune dalla propria responsabilità.

    Ad ogni azione corrisponde una reazione …

    Se il terzo principio della dinamica si applicasse matematicamente anche al comportamento umano, la scelta di abrogare gli articoli 13bis, 15 e 15bis del vecchio piano casa sardegna, porterebbe ad un alto numero di ricorsi al TAR e ad un alto numero di risarcimenti (probabilmente. Giudice permettendo).

    Per fortuna o purtroppo, però, le azioni per tutelare i propri diritti hanno un costo, e non tutti ricorreranno al TAR.

     

    Il mio parere è che avrebbe avuto più senso scegliere di normare la disciplina transitoria nel nuovo piano casa anche per le richieste di concessione edilizia degli articoli 13, 15 e 15bis e non solo per gli interventi di ampliamento del Capo I del vecchio piano casa.

    Quantomeno per evitare inutili ricorsi al TAR.

    Per fortuna o purtroppo, però, il mio parere non conta 🙂 .

     

    Ing. Enrico Craboledda

     

    UrbisMap – Un nuovo modo di conoscere il Territorio

    urbismap

    UrbisMap

    UrbisMap.it – Un nuovo modo di conoscere l’Urbanistica e il Territorio

    Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. Allora può diventare qualcosa di infinitamente grande.

    Adriano Olivetti.

    Ok. Prometto che prometto che dal prossimo articolo riprendo a parlare del nuovo Piano Casa Sardegna.

    Per ora vogliate perdonarmi, ma non posso non condividere l’anteprima del nuovo progetto: UrbisMap.

    Che cos’è UrbisMap?

    UrbisMap è il nuovo servizio (gratuito!) che presto sarà online, e consentirà a tutti di consultare (con un semplice click) tutta la normativa associata al territorio.

    In parole povere: un sorta di “google map” a cui abbiamo sovrapposto i Piani Urbanistici Comunali, il Piano Assetto Idrogeologico e il Piano Paesaggistico Regionale. E confidiamo di integrare il servizio con ulteriori “strati” (layer), per dare una panoramica completa a 360°.

    urbismap
    UrbisMap

    Che cosa è possibile fare?

    Il servizio consente di effettuare una ricerca per indirizzo, località, comune, ecc… .

    Una volta individuato il punto o il lotto, con un solo click si ottengono tutte le informazioni sulle previsioni urbanistiche della zona, sugli eventuali vincoli paesaggistici presenti, e sulla presenza di eventuale un riconoscimento quale zona a rischio idro-geologico.

    Dopo una veloce preview, si potrà scaricare un file in PDF: un report che contiene tutta la normativa di settore, relativa alla zona interessata.

    Che cosa SARA’ possibile fare?

    mappeBella domanda. Daremo spazio alla fantasia!

    Quando si potrà utilizzare UrbisMap?

    A breve. Spero!

    Quanto costa utilizzare UrbisMap ?

    Nulla. E’ GRATIS.

    datiE vorrei che rimanesse gratuito nel tempo.

    Non vi nego, però, che c’è tanto lavoro dietro (oltre ai costi!).

    Però credo che se ciascuno si impegna a fare la sua piccola parte, anche solo con la condivisione del materiale a propria disposizione, insieme si può arrivare molto lontano, consentendoci di mantenere il servizio gratuito.

    Pertanto confido nella partecipazione di tanti professionisti di settore, o dipendenti di pubbliche amministrazioni.

    Basta poco, che ce vò!

    Come posso contribuire?

    Il miglior modo in cui si possa contribuire è quello di fornire il materiale in proprio possesso.

    Oppure puoi procurarci materiale nei comuni in cui vivi o lavori più frequentemente.

    Di quale materiale avete bisogno?

    Attualmente, abbiamo la necessità di completare il puzzle regionale in materia di pianificazione urbanistica.
    Pertanto, puoi inviarci le carte e la normativa tecnica dei seguenti piani:

    • Zonizzazione urbana ed extraurbana (PUC, PdF, PRG, ecc…)
    • Piani Particolareggiati (PPCS, PdL, PdR, ecc…)

    In quale formato?

    I formati utili al nostro scopo sono, per quanto concerne le carte urbanistiche e i vari piani tematici:

    • CAD (.dwg .dgn .dwf)
    • GIS (.shp)
    • Altri formati vettoriali o raster (solo se georeferenziati)
    • Non in formato PDF!

    La normativa tecnica associata ai piani:

    • WORD (.doc / .docx / .rtf / ecc…)
    • PDF (.pdf)

    Come posso inviare il materiale a mia disposizione?

    Esistono diversi modi.

    Il metodo (probabilmente) più semplice è la condivisione mediante servizi cloud quali:

    Ovviamente, potete scegliere il servizio che già utilizzate.

    L’indirizzo email al quale condividere il materiale è:

    urbismap@gmail.com

    Oppure potete effettuare l’upload mediante il seguente form (consente l’inserimento di diversi file per volta):

     

     

    Per chi volesse approfondire l’argomento, ho predisposto due pagine che spiegano sia il funzionamento che i vantaggi di UrbisMap.

    Link: http://UrbisMap.it

     

    Enrico Craboledda

    PS: un piccolo segreto: l’applicazione è già online, in fase di test. Oggi a disposizione di pochi (praticamente solo io 🙂 ) . Presto, però, avremo bisogno di tanti tecnici per verificare diverse casistiche; pertanto, coloro i quali hanno il piacere di contribuire al suo sviluppo fornendo il materiale a propria disposizione, potrà far parte del gruppo di fortunati che proveranno l’applicazione per primi!

    Esiste. E Presto (spero) Sarà Online!

    um_dreamit

    … Esiste. E Presto (spero) Sarà Online!

    E’ in fase di sviluppo (avanzato) un sito che ha l’ambizione di mostrare in mappa tutta la normativa tecnica legata al territorio.

    GRAZIE

    Oggi devo iniziare con un GRAZIE.

    Grazie a tutti coloro i quali hanno partecipato attivamente e con passione alla compilazione del breve questionario del precedente post, fornendo diversi  spunti e idee decisamente interessanti.

    Grazie.

    Dai dati che emergono si possono trarre, infatti, informazioni importanti:

    1 – Tutti ritengono utile un sito di questo tipo

    2 – Tantissimi scaricherebbero un’applicazione di questo tipo

    3 – Più del 70%, contribuirebbe alla realizzazione (lavorando direttamente o fornendo i dati in suo possesso)

    Insomma, pare proprio che questo sito non risponda solo ad una mia esigenza, ma risolva un problema condiviso.

    Per quanto riguarda la spesa sostenibile, la maggior parte richiedono che un servizio di questo tipo sia  gratuito perchè frutto di partecipazione condivisa.

    In tanti, invece, avete espresso la vostra opinione ritenendo che un sito di questo tipo dovrebbe provenire dalla P.A. (probabilmente Regione Sardegna) o quantomeno da un finanziamento regionale o europeo.

    La verità è che la Regione sta provando da anni a dare questo servizio. Esistono, infatti, diversi webgis regionali che sovrappongono alcune tra le diverse rappresentazioni del territorio (PAI, PPR, ecc..) alle mappe aeree. Purtroppo, però, si tratta di sistemi molto pesanti tanto da risultare, a volte, inutilizzabili; inoltre un altro punto a “sfavore” dei sistemi offerti dalla Regione, è la suddivisione per temi.

    Una mappa – Un tema.

    Questa relazione 1:1 non funziona, secondo me, perchè rende l’esperienza utente di basso livello.

    Ha più senso una relazione 1:molti, che però non è sostenibile per i sistemi tradizionali, perchè molto limitanti in termini di prestazioni

    Una Mappa – Tanti (tutti) i temi

    COSTO

    Ma torniamo al “costo” di un servizio di questo tipo.

    Vi confesso che

    l’ho pensato gratuito. E spero che lo rimanga. 

    PARTECIPAZIONE

    Proprio per questo, vi chiedo di contribuire altrettanto gratuitamente, inviando alla mia email info@pianocasa-sardegna.it i file in formato dwg o in formato shp del piano urbanistico del vostro comune. O del Piano Regolatore, o del Piano di Fabbricazione, o del PPCS, PCA,  ecc…

    Più persone contribuiscono, prima riusciamo a pubblicare online gratuitamente il servizio.

    Attendo i vostri file 😀

     

    Ing. Enrico Craboledda