Il Nuovo Disegno di Legge è la Pietra Tombale dell’Edilizia

Il Nuovo Disegno di Legge è la Pietra Tombale dell'Edilizia 1

Il Nuovo Disegno di Legge è la Pietra Tombale dell’Edilizia

L’ANCE Sardegna, con un’intera pagina su L’Unione Sarda, esprime il suo disappunto il nuovo DDL e chiede alla classe politica di lasciare ideologia, tattica e appartenenza politica, per riportare in auge il “vecchio” Piano Casa Sardegna.

Ance Piano Casa SardegnaDomenica 08/03/2015. Si ritorna a parlare di edilizia e di piano casa.

L’ANCE Sardegna (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ne parla attraverso una pagina (acquistata, credo) sul quotidiano L’Unione Sarda in cui esprime il suo disappunto sulle norme contenute nel nuovo disegno di legge.

La contestazione pubblicata dell’Ance è lunga e articolata, ma vediamo quali sono i punti principali che l’ANCE affronta:

  • evidenzia i benefici portati dal vecchio piano casa, ricordando che tutti gli investimenti nel settore edile (portati dal piano casa appena scaduto) provengono da privati e da fondi privati, e non da investimenti pubblici
  • evidenzia i benefici portati da tali investimenti, con l’aumento dei posti di posti di lavoro, che andranno perduti a causa dell’attuale vuoto normativo che ha generato incertezza, che darà poche possibilità di lavoro
  • richiama al dovere, infine, i politici che ci governano (opposizione compresa), chiedendo loro di “svestirsi” di ideologie e di abbandonare i tatticismi politici, per prorogare la vecchia legge, e non proseguire sulla strada del nuovo DDL che, secondo l’ANCE, “limita e preclude ogni possibilità di sviluppo, offre solo dinieghi, ammazza tutto il comparto dell’edilizia, che in Sardegna è fatto per il 97% di piccole e piccolissime attività, padri e figli di famiglie che continueranno a perdere il lavoro, anche quello appena ritrovato“.

E mentre l’ANCE pubblica il suo disappunto su L’Unione Sarda, SardiniaPost.it pubblica l’ennesimo battibecco tra il presidente Pigliaru, che si pavoneggia su Facebook con i numeri positivi del 2014 dell’edilizia sarda, e l’ex presidente Cappellacci che gli ricorda che loro hanno interrotto questo trend positivo con la scelta di far terminare il piano casa.

pigliaru dichiarazione edilizia facebook

Ancora, su La Nuova Sardegna, invece, possiamo leggere un articolo decisamente contrario al nuovo DDL: Rispunta il cemento sul mare e nei centri storici: ecco la legge

Insomma, pare che questo disegno di legge piaccia solo a chi l’ha scritto. Anzi no, forse nemmeno a chi l’ha scritto.

Gira voce che saranno tanti gli emendamenti che saranno presentati, molti dei quali della maggioranza stessa. “Gira voce“, però!

Domani 10/03/2015  dovrebbe iniziare la discussione in aula.

Vi terrò aggiornati.

Ing. Enrico Craboledda

Recupero Abitativo: Quando un Locale è Seminterrato?

Articolo 15 bis Recupero Abitativo Seminterrato

Recupero Abitativo: Quando un Locale è Seminterrato?

Nell’applicazione dell’articolo 15 bis del Piano Casa Sardegna la domanda ricorrente è: quando un locale si può considerare Seminterrato?

Oggi voglio rispondere pubblicamente ad una domanda posta da diverse persone:

Che cosa si intende per piano seminterrato?

E nello specifico, voglio rispondere pubblicamente a questa domanda (che ci ha posto un tecnico) perchè credo che possa essere interessante per molti.

Si può applicare l’art. 15/bis su un piano interrato con tutte le pareti controterra, e con una sola porzione di parete per l’accesso al piano, con areazione e illuminazione naturale con finestre in bocche di lupo, – ovvero realizzazione di ventilazione meccanica (così come descritto nel comma 3 dell’art.15/bis)?

articolo-15-bis-recupero-abitativo-seminterrato-piano-casa-sardegnaVediamo che cosa dice l’articolo 15 bis.

L’articolo 15bis del Piano Casa Sardegna è composto da 5 commi, ed è stato inserito con le modifiche introdotte alla Legge Regionale 4/09 dalla Legge Regionale 21/2011; riassumiamo quello che dicono i 5 commi:

  1. La Regione promuove il recupero ai fini abitativi dei seminterrati nelle zone B, C ed E.
  2. Non è possibile recuperare ai fini abitativi i piani seminterrati nelle zone ad alto rischio idrogeologico o con pericolo di frana elevato.
  3. Seminterrati esistenti:
    • altezza minima 2.40 m
    • aperture per ventilazione naturale non inferiore a 1/8 della superficie utile oppure impianto di ventilazione meccanica che garantisca un ricambio d’aria non inferiore a quello della ventilazione naturale
    • adeguati livelli di illuminazione raggiungibili anche mediante sistemi artificiali
  4. è possibile recuperare anche i piani terra, rispettando i requisiti igienico-sanitari
  5. è necessario reperire lo spazio parcheggio, per le zone B e C, oppure è possibile monetizzare se la superficie “da pagare” è inferiore a 10 mq

Partiamo dalla seconda parte della domanda:

… areazione e illuminazione naturale con finestre in bocche di lupo, – ovvero realizzazione di ventilazione meccanica (così come descritto nel comma 3 dell’art.15/bis) ?

La risposta è : Sì. Come, appunto indicato al comma 3 dell’articolo 15bis.

Articolo 15 bis Recupero Abitativo SeminterratoL’unico aspetto da approfondire è dimostrare (dichiarare? asseverare?) che si rispetta quando prescritto dal comma 3, ovvero:

  • nel caso di ventilazione meccanica, dimostrare di realizzare “un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio d’aria almeno pari a quello richiesto per la ventilazione naturale“;
  • dimostrare di raggiungere “adeguati livelli di illuminazione raggiungibili anche mediante sistemi artificiali

E ora veniamo alla parte più complessa:

Si può applicare l’art. 15/bis su un piano interrato con tutte le pareti controterra, e con una sola porzione di parete per l’accesso al piano

Purtroppo la risposta è negativa..

Quindi alla domanda “Quando un piano si può considerare seminterrato?” , la risposta è :

Quando il piano è considerato “urbanisticamente” seminterrato, ovvero quando già in fase di concessione edilizia era stato indicato seminterrato (quindi, identificato seminterrato anche dal Regolamento Edilizio).

Avevamo affrontato il caso in un altro articolo quando è stato proprio il TAR Sardegna con la Sentenza 367/2014 – Articolo 15bis Piano Casa Sardegna a dare l’indicazione di quale sia la corretta interpretazione di recupero del piano seminterrato.

Fatemi sapere che ne pensate, nei commenti qui sotto!

Ing. Enrico Craboledda

 

Articolo 15 e 15 bis – Recupero ai Fini Abitativi

Recupero Sottotetto Piano Casa Sardegna Articolo 15

Articolo 15 e 15 bis – Recupero ai Fini Abitativi

Il Grande Dubbio Continua: E’ Ancora Possibile il Recupero Ai Fini Abitativi dei Piani Sottotetto, Terra e Seminterrati ai sensi degli articoli 15 e 15 bis del Piano Casa?

La domanda nasce spontanea … Direbbe qualcuno.

E’ Ancora Possibile il Recupero Ai Fini Abitativi dei Piani Sottotetto, Terra e Seminterrati ai sensi degli articoli 15 e 15bis del Piano Casa?

E la risposta è … Sì.

La notizia non è nuova, lo sappiamo.

Infatti già nell’articolo del 6 dicembre 2014, intitolato “Cosa Rimane del Piano Casa” ho illustrato quali sono gli Articoli Ancora in Vigore del Piano Casa Sardegna.

Eppure, nell’ultimo periodo, sono diverse  le richieste di chiarimento pervenute via email o tramite la nostra pagina Facebook Piano Casa Sardegna, nel quale si richiede l’estremo di legge da cui dimostrare l’attuale ammissibilità del recupero ai fini abitativi dei piani terra, seminterrato e sottotetto.

Recupero Abitativo Seminterrato Articolo 15 bis Piano Casa SardenaPer dimostrarlo, riprendo quanto scritto in un mio commento sulla pagina social, alla medesima domanda:

Buongiorno, quanto scritto è confermato dall’articolo 9 della L.R. 21/2011

1. La denuncia di inizio attività o l’istanza volta all’ottenimento della concessione edilizia per gli interventi di adeguamento e ampliamento di cui al capo I della legge regionale n. 4 del 2009 sono presentate improrogabilmente entro il termine di dodici mesi decorrenti dalla data di pubblicazione della presente legge e la comunicazione di fine lavori entro trentasei mesi decorrenti dalla data di ottenimento del relativo titolo abilitativo. ”

Pertanto, gli articoli del Capo II e III rimangono in vigore fino ad una loro abrogazione.

e ancora (con altra persona)

> Ringrazio per la sollecita risposta ma con tutta la buona volontà non riesco a trovare nè nella 21/2011 nè nella 28/2013, la frase risolutiva (“Pertanto, gli articoli del Capo II e III rimangono in vigore fino ad una loro abrogazione”) per poter contrastare la visione contraria del U.T. […]

> Piano Casa Sardegna beh .. quelle parole, inserite fuori dagli apici, sono una mia considerazione. E’ lapalissiano che sia così, infatti la norma parla solo di “ampliamenti di cui al capo I“.

> Ok,grazie. Spero di convincere il San Tommaso dell’U.T.

A mio avviso, un’altra domanda più interessante è:

Fino a Quando Rimarranno in Vigore gli articolo 15 e 15bis?

La risposta è “fino all’approvazione della nuova legge urbanistica” che avverrà probabilmente a breve.

La nuova legge urbanistica di futura approvazione (DDL 130/2014) , infatti, prevede l’abrogazione degli articoli di recupero ai fini abitativi dei piani terra, seminterrato e sottotetto, della Legge Regionale 4/2009 ( Piano Casa).

Per dare una data un po’ più precisa, si parla di metà marzo.

E’ lo stesso Assessore Erriu a dettare il crono-programma, come riportato da La Nuova Sardegna nell’articolo del 22 febbraio 2015 dal titolo Edilizia, Vietato Spostare Anche un Solo Mattone; articolo interessante dal quale si legge che l’Assessore Erriu

… sente sul collo il fiato di chi – imprenditori, tecnici e comuni cittadini – ha per cinque anni tratto beneficio dalle iniezioni di cemento consentite dal vecchio Piano casa. Strumento che il 29 novembre del 2014 – quando non è stata concessa l’ulteriore proroga – è andato definitivamente in archivio.

Iniezioni di cemento? Mah …

Per chiudere:

Sarà possibile, ancora per poche settimane, presentare le istanze per il recupero ai fini abitativi dei piani terra, seminterrato e sottotetto ai sensi dell’articolo 15 e 15bis del Piano Casa Sardegna.

Chi ha la possibilità e l’intenzione di recuperarli, non aspetti oltre e ci contatti quanto prima.

 

Ing. Enrico Craboledda

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Piano Casa Sardegna e Lavoro

piano casa sardegna lavoro

Piano Casa Sardegna e Lavoro

Segni positivi per i posti di lavoro e per le imprese che ruota(va)no intorno all’edilizia del Piano Casa in Sardegna.

Il 2014 è stato un anno particolarmente positivo per il comparto delle imprese edili;

  • + 9.6% rispetto al 2013, che si traduce in 4100 nuovi posti di lavoro.

Il trend positivo si ravvisa se si guardano i dati relativi alle riqualificazioni, ristrutturazioni e recupero degli immobili già esistenti:

  • + 18% dal 2008

Ma sappiamo che “non è tutto oro quel che luccica“:

  •  dal 2008 al 2014 sono 23500 le persone “in uscita” dal settore edile
  • e 378 fallimenti (dal 2009 al 2014), sempre nel comparto edile

piano casa sardegna lavoroInsomma, bene il piccolo trend positivo ma scenario complessivo allarmante ( dati da VII Rapporto dell’Ance sull’industria ).

Il vero problema, secondo me, è che i dati del 2015 (primo anno in cui il settore edile sardo non conta più sull’apporto del “Piano Casa” Sardegna) saranno agghiaccianti e tragici. Altro che allarmanti.

Ma per la fortuna di qualcuno, saranno disponibili solo dal 2016, quando, ahimè, per tante imprese sarà troppo tardi.

“Chiediamo al consiglio regionale una assunzione di responsabilità per la sua approvazione ( DL 130 ). Dovremmo parlare di valorizzazione dell’ambiente e non solo di tutela per l’ambiente”

dice il presidente dell’Ance Maurizio De Pascale.

Ma che vuol dire ” assunzione di responsabilità ” ? Nulla.  LOL

E mentre i dati positivi rasserenano qualche faccia di bronzo che si culla dietro questo piccolo trend positivo forte del fatto che i dati 2015 disastrosi si vedranno solo a consuntivo, in quel di Cagliari, tra consiglio e giunta, si continua a litigare (o dovrei dire “bisticciare“?):

“E’ colpa sua” … “Ha cominciato lui” … “No, è stato lui” … 

Ed ecco che riparte il bisettimanale siparietto tra maggioranza e opposizione:

Cappellacci attacca:

L’Amministrazione non ha mantenuto le promesse in merito al Piano Casa, che doveva essere prorogato da tempo …

… Un assessore seduto su una poltrona da quasi un anno accusa l’opposizione per la mancata approvazione dopo mesi di un provvedimento che, secondo lui, poteva essere licenziato in pochi giorni.

Erriu si difende:

Se i tempi per l’approvazione della legge in materia di edilizia si sono dilatati la causa è tutta da ricercare nel mancato accordo con l’opposizione. Ricordi Cappellacci che il provvedimento in materia di edilizia non è stato portato alla tempestiva discussione dell’Aula per il mancato accordo dell’opposizione che ha preferito riservarsi la possibilità demagogica di rilasciare dichiarazioni inutilmente allarmanti piuttosto che contribuire all’approvazione della legge. Con la disponibilità a discutere in Consiglio regionale il provvedimento, prima della legge finanziaria, l’opposizione avrebbe contribuito all’immediata approvazione venendo incontro alle esigenze del settore

Bla bla bla …

C.V.D. – Come Volevasi Dimostrare.

Poco importa, a mio avviso (e credo di parlare a nome di molti), chi promulghi la legge. Chi l’abbia scritta e pubblicizzata. Di chi sia il merito o il demerito.

L’unico aspetto importante è che si scriva una legge per il tutelare il territorio, ma senza dimenticare chi lo vive (questo territorio); recuperare il patrimonio edilizio esistente, senza cadere nella spirale del “non si può fare nulla perché è tutto tutelato (c’è differenza tra vecchio e storico. meditate); consentire nuove edificazioni senza demonizzare chi ne trae un profitto (senza eccessive speculazioni), attraverso una strumentazione urbanistica che sia frutto della mente degli urbanisti, e non relegare gli urbanisti ad essere i disegnatori degli interessi del “sindico” di turno; agevolare e incentivare le ristrutturazioni e il contenimento dei consumi energetici, senza pretendere “il sangue” dal privato che investe sulla propria casa; e si potrebbe andare avanti all’infinito.

E voi, che ne pensate?

 

Ing. Enrico Craboledda

 

PS: per chi volesse approfondire, ecco qualche link:

Intanto in Italia … Il Piano Casa Regione per Regione

piano casa regione per regione

Intanto in Italia …

Tra procrastinazione della nuova legge, e litigi tra politici, che succede oltre mare ? La situazione del Piano Casa Regione per Regione

Nessuna nuova notizia sulla futura legge urbanistica, ho voluto dare uno sguardo a che cosa succede al di là del mare.

Stanco, infatti, del siparietto tra politici che si legge sui giornali e sui siti internet, dove la maggioranza proclama l’imminente discussione della legge urbanistica (e invece, continuano a procrastinare!), l’opposizione insiste sul “siamo più bravi noi, e loro non sono bravi” (pare che ripeterlo tante volte, aumenti l’autoconvinzione … e forse anche l’autostima), e le associazioni di categoria denunciano la moria delle imprese sarde, ho preparato un piccolo riepilogo sulla situazione del Piano Casa Regione per Regione, in quel d’Italia.

  • piano casa regione per regioneAbruzzo: scadenza 31 dicembre 2015
  • Basilicata: scadenza 31 dicembre 2015
  • Calabria: scadenza 31 dicembre 2016
  • Campania: 11 gennaio 2016
  • Emilia Romagna: SCADUTO
  • Friuli Venezia Giulia: 19 novembra 2017
  • Lazio: 31 gennaio 2017
  • Liguria: 20 giugno 2015
  • Lombardia: SCADUTO
  • Marche: 31 dicembre 2016
  • Molise: 31 dicembre 2015
  • Piemonte: 31 dicembre 2015
  • Puglia: 31 dicembre 2015
  • Sardegna: SCADUTO
  • Sicilia: 31 dicembre 2015
  • Toscana: 31 dicembre 2015
  • Umbria: NESSUNA SCADENZA
  • Valle d’Aosta: NESSUNA SCADENZA
  • Veneto: 10 maggio 2017
  • Provincia di Bolzano: NESSUNA SCADENZA
  • Provincia di Trento: 31 dicembre 2015

Per riassumere:

  • in tre regioni (Sardegna compresa) il piano casa è “scaduto
  • in tre regioni è diventato strutturale (senza “scadenza”)
  • in tutte le altre, le scadenze si dividono tra il 2015, il 2016 e il 2017.

Insomma, nell’attesa che la Sardegna cambi colore da grigio a blu (quindi nell’attesa che approvino la nuova legge urbanistica sarda), la  domanda

Se il piano casa diventerà strutturale, perchè non fare una proroga “tecnica di pochi mesi?

continua ad essere sempre più attuale, e sempre senza risposta.

Alcuni numeri riportati oggi dall’ Unione Sarda di oggi dovrebbero far riflettere

piano casa unione sarda

 

Ing. Enrico Craboledda

 

Dal Piano Casa al “Pianto Casa”

piano casa pianto casa

Dal Piano Casa al “Pianto Casa”

Sono queste le parole di Zedda, FI, per esprimere il disappunto sui ritardi in materia di edilizia ed urbanistica dell’attuale giuta regionale.

In pochi mesi la Sardegna è passata dal Piano Casa al ‘Pianto Casa’

Sono queste le parole utilizzate da Alessandra Zedda, FI, per esprimere il suo disappunto sui ritardi in materia di edilizia ed urbanistica dell’attuale giuta regionale.

piano casa pianto casaPianto Casa. Espressione forte.

Eppure, descrive bene la sensazione delle associazioni di settore che lamentano una mancanza di prospettiva: il disegno di legge 130/2014, infatti, pare non rispondere tanto alle aspettative  di “sostegno” dell’edilizia in Sardegna che le varie associazioni chiedevano (implicitamente) a gran voce con la proroga del “vecchio” piano casa.

Alcuni sperano ancora in una proroga “tecnica” della vecchia legge: infatti a dicembre è stata presentata la proposta di legge 156 del 5 dicembre 2014, con un testo molto semplice e con due soli obiettivi:

  • prorogare i termini del vecchio piano casa fino all’approvazione della nuova legge urbanistica;
  • accettare le istanze presentate il giorno 01/12/2014.

 

Proposta di Legge 156 del 5 dicembre 2014

Art. 1 – Estensione dei termini

1. I termini di cui all’articolo 1, comma 1, della legge regionale 7 ottobre 2013, n. 28 (Proroga dei termini per la presentazione delle istanze per la realizzazione degli interventi di cui alla legge regionale n. 4 del 2009 e successive modifiche ed integrazioni) sono riaperti fino all’approvazione del disegno di legge n. 130 (Norme per il miglioramento del patrimonio edilizio e per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia).

 Art. 2 – Disciplina transitoria

1. Le istanze presentate entro il termine del 1 dicembre 2014, ma non istruite dai competenti uffici sono considerate valide.

 Art. 3 – Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna (BURAS).

E mentre alcuni sognano una sua approvazione (a mio avviso, è una vana speranza), i più si interrogano sulle tempistiche di approvazione del DDL 130/2014 e su quale sarà il testo finalmente in vigore.

I dubbi sulle tempisitche sono leciti: inizialmente si era parlato di una sua approvazione entro la fine di novembre 2014, poi i giornali hanno riportato una possibile approvazione entro il 24 dicembre.

Ora, si parla di marzo.

Insomma, c’è da attendere. E non si sa quanto.

 

Ing. Enrico Craboledda

 

 

 

Anno nuovo, legge nuova? Ancora no.

DALI - Orologi molli

Anno nuovo, legge nuova? Ancora no.

Si attende con impazienza l’approvazione della nuova legge in materia edilizia e urbanistica.

E’ il primo post del 2015.

DALI - Orologi molliSperavo di poter iniziare con un grande e lungo commetto alla nuova legge urbanistica della Sardegna, e invece ancora niente.

L’approvazione della legge, inizialmente prevista entro la scadenza del piano casa, ha subito alcuni slittamenti, prima al 24 dicembre (?!#*?!), data in cui sarebbe dovuta essere discussa in Consiglio, ed ora a data ancora da destinarsi.

Nell’attesa, ho pubblicato il testo del Disegno di Legge 130/2014 , che già era reperibile nei siti della Regione Sardegna.

Il testo del DDL è composto da 4 capi generali che suddividono i 53 articoli che lo compongono.

Il Capo I è composto da un solo articolo, il primo della legge, che palesa gli obiettivi del legislatore (da cui è sparito il rilancio dell’economina attraverso il settore edilizio, principale obiettivo del “vecchio” piano casa)

Il secondo Capo disciplina il miglioramento del pratrimonio edilizio esistente, fornendo le indicazioni sugli interventi di ampliamento volumetrico ammissibili.

Il Capo III contiene le “Disposizioni urbanistiche per il trasferimento e il rinnovamento del patrimonio edilizio” e detta le regole per gli interventi di demolizione e ricostruzione, e di sostituzione edilizia.

Il quarto e ultimo Capo, norma la semplificazione e il riordino della disciplina regionale urbanistico-edilizia, modificando diverse norme regionali in materia.

Non entrerò oggi nel merito del testo del Disegno di Legge perchè è risaputo che è già stato modificato in Commissione, e il testo che dovrebbe essere approvato è differente (e molto probabilmente subirà altre modifiche durante la discussione in aula).

Mi limiterò ad elencare alcune novità:

Capo I:

  • 1Scompare dagli obiettivi prefissati dal legislatore quello del rilancio del settore economico, principale obiettivo del Piano Casa della Sardegna. L’attuale obiettivo è quello della riqualificazione e miglioramento della qualità del patrimonio edilizio esistente, la limitazione del consumo del suolo e la riqualificazione dei contesti paesaggistici e ambientali compromessi, abbinato ad un riordino della disciplina di settore e delle sue procedure.

Capo II:

  • 2zone B e C ampliamenti volumetrici fino a 90 mc, o 120 mc (se si effettuano interventi di risparmio energetico;
  • zona A: ampliamenti ammessi fino a 120 mc, solo per interventi atti a favorire le persone disabili;
  • zone A, B e C: recupero dei sottotetti ( solo quelli con pendenza non inferiore al 10%, e con un’altezza in gronda non inferiore a 1.20 m ) con modifiche di colmo e gronda per il raggiungimento dell’altezza utile abitabile;
  • zone D e G: incrementi del 20% o 25% (in base alla destinazione d’uso);
  • Ampliamenti delle strutture turistico ricettive anche all’interno dei 300 m.

Capo III:

  • 3disciplina del trasferimento dei volu mediante demolizione e ricostruzione con premio percentuale per la ricostruzione in altra area di minor pregio;
  • rinnovo del patrimonio edilizio mediante demolizione e ricostruzione, con premio volumetrico.

Capo IV

  • modifice alla L.R. 23/85:
    • sostutizione della concessione edilizia con il permesso di costruire
    • definizione di sanzioni in assenza di permesso e delle tolleranze dimensionali
    • introduzione della SCIA (acronimo di Segnalazione Certificata di Inizio Attività) nelle procedure
    • 4modifiche e integrazioni ai cambi d’uso
    • soppressione dell’Autorizzazione Edilizia e della Denuncia di Inizio Attività
    • Definizione e introduzione delle Sortello Unico dell’Edilizia ( analogo all’attuale SUAP, ma applicato al settore edile privato)
    • norme integrative in materia di parcheggi privati
  • modifiche alle L.R. 45/89
    • modifiche alla direttiva per le zone agricole
    • modifiche alla tutela delle zone di interesse paesistico-ambientale
    • modifica alla procedura di formazione dei Piani Urbanistici Comunali
    • modifiche alle norme in materia di piani attuativi di iniziativa privata
  • abrogazioni di alcuni articoli della L.R. 20/91
  • modifiche alla L.R. 28/98, in materia di tutela del paesaggio
  • modifica alla L.R. 7/2002
  • modifica alla L.R. 8/2004
  • modifica alla L.R. 2/2007
  • modifiche alla L.R. 4/2009 (Piano Casa)
    • abrogazione dell’articolo 13 bis (che normava i nuovi interventi in zona agricola)
    • abrogazione dell’articolo 15 (che consentiva il recupero dei sottotetti, con questa legge diversamente disciplinati al Capo I)
    • abrogazione dell’articolo 15 bis (che consentiva il recupero ai fini abitativi dei piani interrati e terra)
  • abrogazione dell’articolo 32 della L.R. 12/2011
  • abrograzione della L.R. 19/2011 (Sviluppo del turismo golfistico)
  • Modifiche al decreto assessoriale n. 2266/U del 1983, eliminando l’obbligo di ottenere il parere regionale per indici o volumi o capi superiori a quelli indicati.

 

Il testo è già stato modificato in commissione e sarà ancora modificato durante la discussione in aula.

Attendiamo l’approvazione per conoscere le definitive disposizioni.

Ing. Enrico Craboledda

 

PS: e che il 2015 abbia inizio. Buon anno a tutti!

Cosa Rimane del Piano Casa Sardegna

Cosa Rimane del Piano Casa Sardegna 2

Cosa Rimane del Piano Casa Sardegna ?

Seppur terminati gli interventi di ampliamento, non tutta la legge è decaduta. Ecco gli articoli ancora in vigore.

Negli ultimi giorni la domanda ricorrente è:

Con la scadenza del 29 novembre, è decaduta l’intera legge?

La risposta è negativa. Infatti, gli unici interventi per i quali non è più possibile presentare l’istanza sono quelli relativi all’ampliamento volumetrico previsti dai primi articoli (articoli 2, 3, 4 e 5) della legge.

Rimangono quindi salvi e validi tutte le altre previsioni di legge:

  • l’articolo 10, che prevede la semplificazione burocratica,
  • gli articoli 15 e 15bis che prevedono il recupero ai fini abitativi dei piani sottotetto, terra e seminterrati.

desgin esternoE ancora, rimangono in vigore gli articoli del capo II della legge, che trattano la materia paesaggistica.

Tra gli altri, è ancora in vigore anche l’articolo 13bis, il quale consente ancora l’edificazione nelle zone agricole con superficie minima di 1 ettaro (direttiva sulle zone agricole).

Intanto, mentre ancora non si conosce la tempistica di approvazione della nuova legge, nei vari siti internet di notizie locali si legge il malcontento diffuso per aver lasciato scadere la legge:

  • Il Sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto, chiede la proroga del piano casa, d’accordo con altri 25 sindaci di altrettanti comuni della Gallura.
  • L’ANSA riporta un duro scontro in Regione tra gli schieramenti di destra e sinistra per la mancata proroga del Piano Casa.
  • Il malcontento per la scadenza è emerso anche a Muravera e in tutto il Sarrabus.
  • A Nuoro, sei associazioni chiedono un immediato piano di rilancio del settore edile, dopo la scelta della giunta Pigliaru di non rinnovare il piano casa, evidenziando le difficoltà del settore e delle imprese “in ginocchio”.
  • A Cagliari, invece, Rubiu (UDC) chiede un temporaneo rinnovo fino all’entrata in vigore della nuova legge:”Non si può aspettare che venga approvata la legge in materia di urbanistica perché il comparto legato al settore edificatorio è in forte sofferenza”
  • Chessa, consigliere con delega all’urbanistica di Tortolì, rammenta che la scadenza del piano casa rappresenta un’opportunità persa non solo per i cittadini, ma anche per i comuni:

Per il patrimonio edilizio esistente nel territorio comunale, che spesso versa in condizioni degradate che comportano elevati consumi energetici non in linea con gli attuali standard di efficientamento del Comune si tratta di una importante possibilità di riqualificazione e miglioramento della qualità architettonica e abitativa, della sicurezza strutturale, della compatibilità paesaggistica e dell’efficienza energetica degli edifici

Insomma: un malcontento generale, diffuso sull’intero territorio della Sardegna.

Nell’attesa della nuova legge, nei prossimi giorni pubblicheremo il DDL con i dovuti commenti alle varie previsioni ed evidenziando le differenze con l’ormai “vecchio” piano casa.

Ing. Enrico Craboledda

 

Sentenza TAR Sardegna Piano Casa 953/2014

sentenza tar sardegna piano casa 474/2014

Sentenza TAR Sardegna Piano Casa: Oneri Urbanizzazione Spropositati

La sentenza 953/2014 del TAR Sardegna dà ragione ad una ricorrente per gli oneri di urbanizzazione eccessivi, deliberati dal Comune di Villasimius per il Piano Casa.

Il Piano Casa è stato un ottimo strumento per le casse dei comuni, è inutile negarlo.

E alcuni comuni avevano scelto di approfittare (forse in maniera eccessiva) della possibilità di deliberare eventuali aumenti degli oneri concessori, per rivedere al rialzo i corrispettivi unitari per l’urbanizzazione e il costo di costruzione.

Uno dei casi più conosciuti nel mondo “Piano Casa” era (ormai si parla al passato!) quello del Comune di Villasimius che aveva deliberato un aumento del contributo di urbanizzazione per gli ampliamenti in zona F pari a 500 €/mc, per le seconde case, mentre per le prime abitazioni è fissato in 41,96 €/mc. (Per dare un termine di paragone, nelle zone B del comune di Cagliari è fissato in circa 2 euro al metro cubo.)

Per fare due conti (molto veloci), prendiamo il caso della ricorrente:

Volume esistente = circa 300 mc

Volume in ampliamento (10%) = 30 mc (che si traducono in meno di 10 mq netti)

Oneri di Urbanizzazione = 500 €/mc * 30 mc = 15 000 €

sentenza tar sardegna piano casa 474/2014Per realizzare in opera questi 10 mq, il costo si aggirerà (una stima orientativa) a circa 10 mila euro.

E per realizzare questi 10 mq, il comune ha richiesto 15 000 euro di urbanizzazione (oltre a circa 900 euro per il Costo di Costruzione)

L’onere di urbanizzazione ben superiore al costo di realizzazione dell’opera. Mah …

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna, a seguito di ricorso, ha analizzato il caso in specie e con la sentenza 953/2014 ha chiarito che:

… il contributo per oneri di urbanizzazione costituisce un corrispettivo di diritto pubblico, di natura non tributaria, posto a carico del costruttore o a titolo di partecipazione ai costi delle opere di urbanizzazione in ragione dei benefici che la nuova costruzione ne ritrae o ai fini del recupero delle spese sostenute dalla collettività comunale riguardo alla trasformazione del territorio assentita.

Il suo presupposto va quindi ravvisato nella domanda di una maggiore dotazione di servizi nell’area di riferimento indotta dall’edificazione o dall’ampliamento dell’immobile poiché, come detto, l’entità degli oneri di urbanizzazione è nella
sostanza correlata alla variazione del carico urbanistico determinata dall’intervento proposto.

Ciò che determina l’esigenza, imprescindibile secondo le anzidette disposizioni, di una costante e diretta correlazione tra la quantificazione degli oneri per le urbanizzazioni e i costi delle opere stesse.

…  La delibera in questione, nella parte in cui stabilisce oneri concessori così elevati appare palesemente in contrasto con la finalità dichiaratamente perseguita dal legislatore regionale di promuovere il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio favorendo interventi diretti alla riqualificazione ed al miglioramento della qualità architettonica e abitativa, della sicurezza strutturale, della compatibilità paesaggistica e dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio
esistente nel territorio regionale, anche attraverso la semplificazione delle procedure (art. 1 legge regionale n. 4/2009).

Tale prescrizione, quindi, nella parte in cui impone oneri concessori che, nei piccoli lavori di ampliamento come quello di specie, si rivelano di importo addirittura superiore al costo dei lavori medesimi, lungi dal favorire la realizzazione di tali interventi, come detto incentivati dal legislatore regionale, ne deprime enormemente la diffusione, vanificando il perseguito intento di rilanciare il settore edilizio.

Scarica la Sentenza Tar Sardegna Piano Casa : Sentenza TAR Piano Casa Sardegna 953/2014- Oneri Urbanizzazione Villasimius

Ing. Enrico Craboledda

 

Sabato Virale: Altri Comuni Apriranno

Sabato Virale: Altri Comuni Apriranno 3

Sabato Virale: Apertura Straordinaria di Tanti Comuni

Si Amplia la lista dei comuni che hanno scelto di aprire straordinariamente per sabato 29 novembre.

filaMolti tecnici ci speravano. Non è una proroga, ma è comunque un giorno in più per poter consegnare.

Come si dice “tra il poco e il niente … prendo poco“.

E così, altri comuni hanno seguito il buon esempio avvisando la popolazione che domani sabato 29 novembre sarà un giorno lavorativo per i rispettivi uffici protocollo.

Tali uffici, secondo i vari avvisi, dovrebbero consentire l’ingresso delle sole pratiche relative al piano casa, visto che l’apertura del sabato in via del tutto straordinaria è stata dettata dalla scadenza della legge.

Ringraziamo i comuni, i dipendenti comunali e i cittadini che ci hanno informato.

Ma veniamo all’elenco aggiornato

ll Comune di Cagliari aprirà straordinariamente anche venerdì 28 dalle 15.30 alle 17.30 e sabato 29 dalle 9.00 alle 12.00. Nella notizia, apparsa ieri sera sul sito del comune, si legge che questi orari saranno attivi solo per il protocollo in Via Sauro, e che verranno accettate solo le istanze relative al piano casa (dia o richiesta di concessione)

 

Il Comune di Olbia renderà operativo l’ufficio protocollo del settore, sito al terzo piano di via Garibaldi, in via del tutto straordinaria, il giorno sabato 29 dalle 8 alle 14 e dalle 15.00 dalle 18.30. Notizia resa nota dal 13 novembre, mediante comunicazione sull’home page del sito del comune

 

Il Comune di Selargius, da ieri sera, ha anch’esso informato dell’apertura dell’ufficio protocollo nei giorni venerdì 28 dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 18.30, e sabato 29 dalle 8.30 alle 13.30. Nell’avviso si legge la riconosciuta possibilità di presentare le istanze anche sabato pomeriggio, unicamente tramite posta elettronica certificata. Ancora, viene specificato che tutte le istanze devono essere corredate di tutti gli elaborati richiesti e del pagamento degli oneri concessori, dei diritti di segreteria e dell’eventuale monetizzazione degli spazi parcheggio.

 

Il Comune di Carbonia informa che l’ufficio protocollo dell’Ufficio Urbanistica, sito in Piazza Roma presso il front office, aprirà anche il giorno venerdì 28 dalle 8.30 alle 13, esclusivamente per le pratiche relative al Piano Casa.

 

Il Comune di Sestu osserverà l’apertura straordinaria del protocollo in Via Scipione n. 1 nella giornata di venerdì 28/11/2014 dalle ore 15.00 alle ore 18.30 e sabato 29/11/2014 dalle ore 9.00 alle ore 12.00 per la sola ricezione delle pratiche relative al Piano Casa.

 

Il Comune di Sassari informa che l’ufficio Protocollo del Suap – Urbanistica ed Edilizia privata, in via P. De Muro , sabato 29 novembre aprirà in via eccezionale dalle 10.00 alle 13.00, in concomitanza con la scadenza del Piano Casa.

 

Il Comune di Settimo San Pietro avvisa l’utenza che il giorno sabato 29 novembre 2014 l’Ufficio Protocollo sarà aperto dalle ore 09:30 alle ore 12:30 per consentire la presentazione entro il termine previsto dalla normativa regionale, delle denunce di inizio attività e delle richieste di concessione edilizia ai sensi del Capo I della L.R. n. 4/2009.

 

Il Comune di Sant’Antioco informa la cittadinanza che l’Assessorato degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione Sardegna ha comunicato che il termine di presentazione delle denunce di inizio attività e delle istanze volte all’ottenimento della concessione edilizia per gli interventi di cui al Capo Primo della L.R. 23 ottobre 2009, n. 4 e s.m.i., come noto, andrà a scadenza nella giornata di sabato 29 novembre 2014. Pertanto, al fine di consentire la ricezione dei relativi atti nel termine previsto, l’ufficio protocollo del Comune di Sant’Antioco resterà aperto dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di sabato 29 Novembre 2014

 

Il Comune di Oristano , per consentire la presentazione delle domande di partecipazione al Piano Casa della Regione Sardegna, la cui scadenza è fissata per sabato 29 Novembre  ha disposto l’apertura straordinaria del Protocollo per sabato 29 Novembre dalle 9 alle 13. Un operatore sarà a disposizione per accogliere le istanze. Le domande possono essere comunque presentate attraverso l’indirizzo di posta certificata istituzionale@pec.comune.oristano.it per l’intera giornata di sabato.

 

Il Comune di Sinnai per agevolare la presentazione delle pratiche , AVVISA che il giorno sabato 29 novembre l’ufficio protocollo sarà aperto dalle ore 08:30 alle ore 11:00.
Dopo la chiusura dell’ufficio, le istanze del piano casa saranno ammesse solo tramite invio al seguente indirizzo di posta elettronica certificata protocollo@pec.comune.sinnai.ca.it, riportante data 29 novembre 2014

 

Il Comune di San Sperate avvisa che il giorno di sabato 29 novembre 2014 l’ufficio protocollo sarà aperto dalle ore 10:00 alle ore 14:00. Dal pomeriggio del 29 novembre 2014 le istanze del “Piano Casa” saranno ammesse solo attraverso la posta certifica riportante data di spedizione 29 novembre 2014.

 

Il Comune di Alghero, con una nota, informa Il giorno 29 novembre 2014 scade il termine ultimo per la presentazione delle denunce di inizio attività ex articolo 2 Legge Regionale n. 4/2009 – cosiddetto Piano Casa – e delle domande di Concessione edilizia ex articolo 5. Pertanto, per disposizione dell’assessorato all’Edilizia Privata, per soddisfare le esigenze dei cittadini, l’ufficio protocollo del Comune aprirà anche il giorno sabato 29 novembre dalle ore 8 alle ore 12.

 

Il Comune di Tortolì, con una notizia, informa che aprirà straordinariamente anche sabato

 

Insomma, tantissimi Comuni hanno risolto il dubbio della scadenza della data del piano casa, con un’apertura straordinaria del giorno sabato 29 novembre.

E’ palese dire che, se il comune non è presente nell’elenco di sopra, non significa che domani non riceverà le istanze. Vi invitiamo a controllare il sito del comune di riferimento, al fine di accertarvi dell’eventuale apertura e degli orari relativi ai comuni non in elenco.

Ci vediamo domani al protocollo?

 

Ing. Enrico Craboledda